Tutti lanciano allarmi sul carburante, annunciano tagli o riduzioni, ma la verità è che al momento nessuna vera carenza di jet fuel si è presentata in Europa. Eppure le analisi sull’andamento futuro della guerra e dell'economia continuano a dividere il mondo tra catastrofisti e fiduciosi o ottimisti. È il caso dell'Aie, l’agenzia internazionale per l’energia, che attraverso il suo direttore esecutivo Fatih Birol, proprio ieri aveva dichiarato “l'Europa potrebbe trovarsi senza più carburante per gli aerei entro 6 settimane”.
Anche il Sole24Ore, lanciava la notizia che Wizz Air si sarebbe trovata a corto di jet fuel in tre aeroporti italiani. A raccontarlo era lo stesso ceo della compagnia ungherese, Jozsef Varadi che però precisava “Abbiamo avuto problemi per la mancanza di carburante in tre aeroporti italiani, Venezia, Brindisi e Catania. Tutto si è risolto nel giro di un giorno e in alcuni casi di qualche ora, senza dover cancellare i voli”. L’inconveniente sembrerebbe infatti legato ad un piccolo errore di redistribuzione di carburante, un “intoppo” come si dice nel settore, però rapidamente superato. A differenza dell’Asia, quindi, gli aeroporti Ue non stanno registrando difficoltà di approvvigionamento.
Lo confermerebbe anche Gaetano Intrieri amministratore delegato di Aeroitalia “al momento il mercato nazionale non sembra aver subito ripercussioni significative e prevediamo che l’operatività possa proseguire regolarmente almeno fino a maggio”.
Se al momento quindi, i problemi sono minimi, è l’incertezza del futuro a permettere di fare supposizioni di ogni natura. “Penso che dobbiamo essere pronti a tutto. Ma questa è semplicemente una ipotesi che non si può prevedere”, ha infatti precisato Varadi, così come Intrieri: “ad oggi non disponiamo di un quadro preciso sulle scorte di carburante ed è inevitabile che il settore venga messo sotto pressione”.
Tra tante previsioni, il prezzo del petrolio resta forse l’unica vera certezza. Passato in un mese da 65 a 115 dollari il barile sul mercato del Brent, difficilmente tornerà a breve termine ai livelli d’inizio anno. Sarà qui che le compagnie dovranno dimostrare la loro bravura per evitare di far schizzare in alto i prezzi dei biglietti.