Si apre un nuovo capitolo nella vicenda easyJet, dopo che il consiglio d’amministrazione ha dichiarato di voler raccomandare agli azionisti l’offerta del fondo americano Castlelake, del valore di 6,90 sterline per azione in contanti.
Il fondo conferma l’intenzione di investire nello sviluppo del vettore, parlando nella sua nota di “profondo rispetto per easyJet e per le sue persone” e sottolineando “l’intenzione di sostenerne la crescita futura e la trasformazione verso una compagnia aerea europea più solida e resiliente, a beneficio di tutti gli stakeholder, qualora la transazione giunga a completamento”. E anche per questo “supporta il programma di ammodernamento della flotta di easyJet, che considera centrale per gli obiettivi di competitività, efficienza e sostenibilità a lungo termine della società”.
L’accordo prevede anche un’alternativa parziale in azioni non quotate e resta subordinato al completamento della due diligence e alla definizione della documentazione definitiva. Dal canto suo Castlelake ha tempo fino alle 17 del 3 agosto 2026 per formalizzare o ritirare l’offerta.
Come riportato da corriere.it la valorizzazione implicita è di circa 5,5 miliardi di sterline (su base completamente diluita), decisamente più di quanto Castlelake aveva messo sul tavolo sei settimane fa, quando il 29 maggio aveva divulgato pubblicamente il proprio interesse con una proposta minima di 403 pence per azione. Il board di easyJet l’aveva definita allora “altamente opportunistica”. Al momento della prima offerta pubblica Castlelake deteneva già il 2,14% del capitale.
Da lì è partita una sequenza di rilanci che ha pochi precedenti, a partire dal primo tentativo a 560 pence, respinto il 16 giugno, cui ne è seguito un secondo a 600 pence, respinto il 20 giugno, un terzo a 625 pence, un quarto a 650 pence, respinto ancora, e infine il quinto a 690 pence, accettato dal board.
Il nodo più complesso ancora da risolvere rimane quello della struttura proprietaria, dal momento che le regole europee sull’aviazione impongono che le compagnie aeree siano detenute e controllate in maggioranza da cittadini europei. Per questo Castlelake si è affiancata a Peter Bellew - ex ceo di Malaysia Airlines - e a Mark Breen, entrambi con curriculum di vertice nel settore.
Altra questione ancora aperta è quella che riguarda Stelios Haji-Ioannou, il fondatore di easyJet, che detiene il 15% del capitale e una royalty dello 0,25% sui ricavi della compagnia. Una clausola che rende il suo consenso, o almeno la sua non opposizione, un fattore critico.