Affitti brevi:
l’Ue scrive
le regole

La Commissione europea sta elaborando un pacchetto di regole volto a dare più potere alle città per regolare il fenomeno degli affitti brevi.

Le norme sarebbero inserite all’interno di una normativa più ampia sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili (Affordable Housing Act). Ma le norme sugli affitti brevi dovrebbero rappresentare un elemento centrale.

Come riporta traveldailynews.com, dopo i tentativi (a volte contestati) di alcune città di regolamentare il fenomeno degli affitti turistici, l legislazione in arrivo mira a fornire maggiore chiarezza sulle misure che le autorità possono applicare nelle aree in cui si ritiene che l’attività di affitto a breve termine contribuisca alla pressione abitativa.

La normativa attuale

Ad oggi, tra le poche indicazioni cui fare riferimento arrivano da una sentenza del 2020 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in relazione al caso degli affitti brevi a Parigi. Il tribunale ha stabilito che la carenza di alloggi a prezzi accessibili in affitto a lungo termine può costituire una ragione prevalente di interesse pubblico tale da giustificare un sistema di autorizzazione per gli alloggi a breve termine, ma ha richiesto che tali misure rispettino i requisiti di proporzionalità e altre condizioni previste dal diritto dell’Ue. Le indicazioni tuttavia non precisano cosa sia una restrizione proporzionata: un elemento chiave su cui si lasciava campo libero alle interpretazioni.

Il regolamento vigente non stabilisce limiti a livello Ue sul numero di alloggi o di notti che possono essere offerti in affitto a breve termine. Crea invece un quadro comune per la registrazione, la raccolta dei dati e la condivisione delle informazioni tra host, piattaforme online e autorità pubbliche laddove gli Stati membri dispongano di sistemi di registrazione o richiedano dati dalle piattaforme.

La portata definitiva dell’Affordable Housing Act, compresi gli specifici strumenti normativi che potrebbero essere a disposizione delle autorità nazionali e locali, è ancora in fase di sviluppo. Qualsiasi proposta legislativa della Commissione dovrà quindi seguire l’iter legislativo dell’Ue prima di entrare in vigore.

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