Affordable, normal e ultra. Il lusso di The Red Sea, il megaprogetto di turismo rigenerativo in fase di sviluppo lungo la costa occidentale dell’Arabia Saudita, è oggi in grado di soddisfare tre differenti livelli di ospitalità attraverso 16 resort da circa 3mila chiavi.
“Entro il 2030 le strutture disponibili saranno 50 - ha spiegato nel webinar internazionale per adv Turki Alshalawi, senior manager Red Sea Global - ma è importante comprendere sin da ora che si tratta di una destinazione balneare accessibile in ogni periodo dell’anno, perché le isole di Shura, Sheybarah e Ummahat hanno identità proprie che mantengono uno stretto legame con l’habitat interno del deserto, grazie anche ai vicini complessi di Desert Rock e Six Senses Southern Dunes”.
Il nuovo Red Sea International Airport permette inoltre di godere dell’innovativo servizio ‘touchless smart luggage’, che prevede la spedizione del bagaglio direttamente dallo scalo alla propria camera senza necessità di ritiro personale. Un’accortezza che sposa perfettamente la filosofia premium della compagnia aerea BeOnd, la prima a collegare in via diretta la destinazione dall’Europa (con frequenza bisettimanale da Milano Malpensa da novembre 2025), servendo i nuovi complessi The St. Regis Red Sea Resort, Nujuma Ritz-Carlton Reserve, The Red Sea Edition e Intercontinental The Red Sea Resort (vincitore del Commercial Interior Design Award 2025).
Alberto Caspani