Turismo in Europa,
il trend è positivo:
i numeri di Etc

Inizio d’anno incoraggiante per il settore turistico europeo. Secondo l’ultimo rapporto ‘European Tourism: Trends & Prospects’ dell’European Travel Commisssion (Etc) l’Europa settentrionale e le destinazioni invernali sono quelle che hanno registrato le migliori performance turistiche a inizio d’anno, con l’Italia a più 14% sul fronte degli arrivi, grazie anche allo slancio legato alle Olimpiadi invernali.

Ottima la performance dell’Irlanda, i cui arrivi hanno fatto registrare un incremento del 30% a gennaio e febbraio, mentre la Finlandia ha riportato un più 12%, in parte grazie anche all’aumento dei viaggi d’affari. Le condizioni sciistiche favorevoli hanno avvantaggiato anche l’Austria, a più 7%, e la Francia a più 5%. Dopo un 2025 debole si è ripresa la Germania, i cui arrivi hanno fatto segnare una crescita di 2,7 punti percentuali.

Grecia prima nel Sud Europa

Sebbene i tassi di crescita siano più moderati, spiega TravelDailyNews, le destinazioni del Sud Europa e del Mediterraneo hanno continuato ad attrarre la quota maggiore di visitatori a inizio 2026. Prima fra tutte la Grecia, con un più 33% di arrivi, anche se l’aumento più moderato dei pernottamenti suggerisce una tendenza ad accorciare la lunghezza dei viaggi.

Altre destinazioni che hanno beneficiato della domanda di vacanze invernali sono Cipro (+9%), la Croazia (+8%) e la Spagna (+2%).

Le conseguenze del conflitto

Ma il rapporto analizza anche le conseguenze del conflitto in Medio Oriente, prevedendo una sua influenza sul turismo europeo principalmente attraverso costi di viaggio più elevati, una ridotta connettività tramite i principali hub di transito e una minore domanda di voli a lungo raggio. Allo stesso tempo, la Iata ha avvertito che una potenziale carenza di carburante per aerei potrebbe portare a cancellazioni di voli in Europa entro la fine di maggio.

Le ultime stime di Tourism Economics suggeriscono potrebbe essere a rischio circa il 4% dei pernottamenti internazionali in Europa nel 2026, pari a circa 103 milioni di notti, anche se permane l’incertezza sulla portata complessiva della guerra in atto. Nonostante questo, però, il settore turistico europeo continua a beneficiare di una forte domanda intraregionale, con circa l’80% dei viaggi in entrata provenienti dall’Europa. Il rapporto ha evidenziato infatti che, durante i periodi di instabilità geopolitica, i viaggiatori tendono a privilegiare destinazioni percepite come più sicure e più vicine a casa. Si prevede che questa tendenza comportamentale continuerà a sostenere la domanda turistica europea per tutto il 2026, soprattutto perché alcuni viaggiatori posticiperanno o modificheranno i propri viaggi, evitando le regioni più colpite.

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