Del film è già stato detto tutto, è il “tema colto da ombrellone” di questa estate bollente. Mentre dell’opera originaria si parla grosso modo (sulle date ci sono versioni discordanti) da 2.700 anni. Dunque, niente da aggiungere, salvo le ricadute sul settore turistico. Immancabili. E istantanee.
Addirittura, ancora prima che l’Odissea di Cristopher Nolan conquistasse i grandi schermi italiani nonché un’elevata quota di connazionali di variegata età, Rocco Forte Hotels lanciava The Sicilian Odyssey, un itinerario in varie tappe per gli ospiti delle strutture del Gruppo in terra di Trinacria, con qualche rimando archeologico e indispensabile sosta a Favignana, cornice di alcune scene chiave del kolossal nonché, a quanto si legge sui social, meta pronta ad incoronarsi “nuova Itaca, stimando un indotto da 250 milioni di euro”.
Una notizia misuratamente confermata da RaiNews che più cautamente riferisce di un “boom di presenze” sulla spiaggia che ha fatto da sfondo allo sbarco cinematografico di Ulisse e al castello cinquecentesco di Santa Caterina, aspirante Luogo del Cuore FAI adibito per l’occasione a residenza di Telemaco, Penelope e relativi inappagati pretendenti.
Fonti Ansa e non solo segnalano inoltre che anche la vera Itaca si prepara al boom turistico generato dal film, auspicando che l’onda lunga del successo concorra ad intensificare le presenze nei prossimi mesi autunnali e primaverili. Un’occasione sicuramente ghiotta per l’isola e per il resto del mondo greco legato alla classicità, che certamente non ha bisogno di presentazioni ma che nonostante la sua diffusa fama e l’inarrivabile malìa potrà giovare anche del recentissimo riconoscimento Unesco assegnato al Monte Olimpo in quanto bene di eccezionale valore culturale e naturale per l’umanità. Dal 26 luglio la mitologica vetta, sede delle divinità nonché prezioso hotspot di biodiversità, meriterà insomma ulteriore rispetto da parte di ogni essere umano. Un condivisibilissimo atto dovuto, in qualche misura anche propiziatorio.
Comunque la si pensi infatti, coi tempi che corrono, mantenere buoni rapporti con gli dei può rivelarsi una mossa quantomeno prudente. Il delegato della Grecia presso l’Unesco lo ha ironicamente ricordato nel suo discorso ufficiale. E Ulisse, in fondo, ce lo insegna da secoli.