A cura di Roberto Gentile

Editorialista turistico, esperto di retail, community-manager, head-hunter

Balneari, prezzi pazzi e overtourism: le (solite) tre polemiche che incendiano agosto 2026

Sono ufficialmente iniziate le vacanze estive per gli oltre 36 milioni di italiani che possono permettersele (fonte: Federalberghi), mentre 22 milioni se ne staranno a casa - tra giugno e settembre - perché non hanno soldi a sufficienza, non stanno bene in salute oppure devono lavorare. Anche a Ferragosto. Ed è proprio intorno a Ferragosto che media e social scateneranno le trite e ritrite polemiche di stagione: sempre le solite tre, quindi smarchiamole adesso e togliamoci il pensiero. Balneari, prezzi pazzi e overtourism.

Balneari: a luglio spiagge vuote, hotel (abbastanza) pieni

Lo scrivo da anni, se c’è una categoria odiata ad agosto è quella dei gestori degli stabilimenti balneari, che godono impunemente di un privilegio da anni condannato dall’opinione pubblica. Eppure gli albergatori (altra categoria non particolarmente amata, vabbè) una piccola vendetta se la sono presa. Secondo le associazioni di categoria, nel mese di luglio 2026 i balneari italiani hanno registrato un calo di presenze sotto gli ombrelloni tra il 15% e il 20%. Mentre gli albergatori delle località costiere, per mantenere tassi di occupazione medi attorno al 75%, hanno dovuto applicare forti sconti e pubblicare offerte last-minute, cosa che gli stabilimenti non hanno fatto. Con la conseguenza che tanti villeggianti hanno tagliato le spese accessorie, preferendo le piscine dell’hotel o le (tanto auspicate) spiagge libere al noleggio quotidiano del lettino. C’è la crisi, signora mia, la crisi.

Prezzi pazzi: lo scontrino da 532 euro per una cena a Porto Cervo

A metà luglio 2026 ha fatto il giro del web il primo “scontrino pazzo” della stagione, emesso da un noto locale specializzato in “cucina giapponese contemporanea” (qualunque cosa essa sia) a Porto Cervo. Per cenare in due, i malcapitati hanno speso 10 euro per il caffè, 12 per l’acqua minerale, 39 per un tonno scottato, 35 per un ebi maki e altrettanto per un california maki, 62 per un lobster maki, ma - soprattutto - 120 per un crudo di mare e astice: totale 532 euro. Ora, a prescindere che la coppia abbia mangiato per quattro e non per due, la proprietà ha giustificato l’importo semplicemente affermando che i prezzi erano esposti nel menù e poi “il cliente sa che siamo in Costa Smeralda”. E tanto basti. La morale? La solita: è la domanda che fa l’offerta (Adam Smith insegna). Poi, se vuoi fare lo sborone ma non farti pelare dai giapponesi in salsa sarda, porta la ragazza al Twiga Porto Cervo (l’ex Billionaire di Briatore) e offrile un Veuve Clicquot Yellow Label da 350 € a bottiglia. Al banco del bar, perché al tavolo riservato altro che cena contemporanea giapponese...

Contro l’overtourism: a Venezia, Dubrovnik e Amsterdam, contingentamenti e balzelli

L’overtourism è ormai una piaga difficilmente contenibile. Tre città europee hanno trovato una (parziale) soluzione, contingentamento e balzello. Il 26 luglio 2026 si è conclusa la sperimentazione di sessanta giorni del Contributo di Accesso a Venezia, con incassi comunali che hanno superato i 5,2 milioni di euro per circa 680.000 passaggi paganti. Il Comune ha celebrato i 5 milioni extra e i dati mostrano che la tassa non ha ridotto il numero totale di visitatori, ma ne ha redistribuito i picchi, spingendo una parte degli escursionisti a spostare le gite nei giorni feriali o dopo le ore 16 per evitare il pagamento.

A Dubrovnik (l’antica Ragusa, storicamente legata alla sfera veneziana) la gestione dell’overtourism si basa soprattutto su limiti alle navi da crociera (massimo due al giorno, sosta minima di 8 ore, tetti sui passeggeri sbarcati nell’ambito del programma “Respect the City”), sul monitoraggio flussi (anche con telecamere) e sul pass per accedere ai landmark della città medievale. Il sistema ha eliminato il collo di bottiglia che paralizzava il centro, contingentando i croceristi e diluendo gli ingressi nella giornata, ma nei mesi estivi la pressione complessiva resta altissima.

Per contrastare il turismo mordi-e-fuggi, Amsterdam applica un Day Visitor Levy da 15 euro ai passeggeri delle navi da crociera oceaniche e fluviali (esclusi quelli che già pagano la tassa di soggiorno in hotel). Abbinato al ridimensionamento dei terminal e alle campagne di dissuasione, il balzello ha tagliato drasticamente gli arrivi giornalieri delle grandi navi e il sovraffollamento nel quartiere a luci rosse.

Tutto considerato, l’importante è che la gente continui a viaggiare, sul resto - come sempre - ci si aggiusta.

I blog di TTG Italia non rappresentano una testata giornalistica poiché sono aggiornati senza alcuna periodicità. Non possono pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Le opinioni ivi espresse sono sotto la responsabilità dei rispettivi autori.
Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana