SIAP presenterà il prossimo 15 settembre What’s Next, un nuovo progetto dedicato al mondo e agli operatori del Travel. La società, che da oltre quarant’anni...
Ha iniziato a diciott’anni accompagnando il suo primo gruppo e da allora non ha praticamente mai smesso di viaggiare e far viaggiare. Elisabetta Lucchiari ha attraversato oltre trent’anni di turismo, importanti esperienze professionali, acquisizioni societarie e profonde trasformazioni del mercato senza perdere curiosità ed entusiasmo. Nel 2014 decide però che è arrivato il momento di cambiare: lascia una carriera consolidata, attraversa letteralmente Piazza Vittoria a Treviso ed entra in Euphemia. «Finalmente libera», dice oggi.
Come e quando hai capito che il mondo dei viaggi sarebbe entrato nel tuo futuro?
“In realtà è successo quasi per caso. Durante il mio ultimo anno di liceo, un agente di viaggi venne a scuola a tenere un corso su come si vive e lavora in un’agenzia. Dovevo partire e restare un anno all’estero per perfezionare le lingue, ma quel professionista mi chiamò. Ho iniziato subito: a diciotto anni gestivo il mio primo gruppo di 60 persone a Palma di Maiorca e, dopo tre mesi, accompagnavo un incentive a New York. Ero in aeroporto e quasi non sapevo dove andare, perché fino ad allora avevo fatto solo una gita scolastica a Londra. Ho capito subito che quella era la mia strada. A 20 anni ho iniziato anche la vendita al banco e a gestire i primi viaggi incentive. Ho passato subito l’esame da Direttore Tecnico e poco dopo sono entrata in CIT”.
Da lì in poi come si è sviluppata la tua carriera?
“Dopo due anni stupendi a Bolzano, nel ’96 mi sono trasferita alla filiale di Treviso, dove sono rimasta stabile per molti anni. Lì la filiale è cresciuta enormemente e ha superato varie acquisizioni societarie. Ho gestito con il mio staff grandi eventi come il Mondiale Junior di Rugby del 2011. Mi sono però sempre sentita un pesce fuor d’acqua e non amavo le imposizioni su chi e cosa vendere e i controlli maniacali dell’orario di lavoro... io lavoravo la domenica, la sera a cena con i clienti ed ero al telefono con un corrispondente fino a dieci minuti prima di entrare in sala parto! A un certo punto mi sono sentita “svuotata” e nel 2014, mentre ero in spiaggia, ho detto basta: ho rassegnato le dimissioni per iniziare una nuova vita”.
Una scelta coraggiosa. Com’è stato il passaggio ad Euphemia?
“Due anni prima avevo incontrato per caso Ezio Barroero e Michele Zucchi a Treviso e mi era rimasto quel tarlo in testa. Quando il vaso è traboccato, li ho contattati: mi si è aperto un mondo”.
Cosa è cambiato?
“Prima di tutto la gestione assoluta del mio tempo: la libertà non ha prezzo! Posso aprire, lavorare la sera fino a mezzanotte e il giorno dopo tenere chiuso. Posso organizzare il lavoro in base agli impegni e ai risultati che voglio raggiungere. Non è che lavori meno, ma lo fai con un’altra carica. La seconda cosa è che ho strumenti che tutti gli agenti di viaggio vorrebbero avere: corrispondenti, tour operator, contratti con compagnie aeree e autonoleggi. E se non capisci qualcosa, alzi il telefono e trovi subito chi ti dà una mano, che si tratti di una password o di come caricare una pratica. Velocizzi tutti i processi, hai più tempo per seguire i clienti e alla fine produci e guadagni di più!”
Nel tuo percorso l’agenzia fisica è rimasta un punto fermo. Perché è ancora così importante per te?
“Non potrei mai fare a meno dell’agenzia fisica. È uno spazio che mi rappresenta e un punto fermo per i clienti. C’è chi ama passare per raccontarmi un’idea di viaggio o semplicemente per scambiare due chiacchiere, chi viene a definire gli ultimi dettagli o a ritirare i documenti, altri invece non passano quasi mai. Ognuno vive l’agenzia a modo suo, ma sapere che esiste un riferimento concreto continua ad avere un valore. Per me, poi, è anche il luogo in cui condividere il lavoro e affrontare insieme gli imprevisti. E ho la fortuna di farlo con due persone che considero le mie colonne portanti. La prima è Denis De Luca, arrivato nel 2019: ha iniziato nel turismo a 20 anni. Non potrei avere un collega migliore al mio fianco. La seconda è mia figlia Arianna. L’anno scorso, finito il liceo, mi ha chiesto di entrare nel nostro mondo. Le abbiamo preparato una scrivania e ha iniziato a lavorare con noi. Sta imparando tutto velocemente: ha già preso i patentini per accompagnare i gruppi e fare i transfer, gestisce il back-office e cura i social e la vetrina. Non vedo l’ora di lasciarle sempre più spazio... magari per dedicarmi solo ad accompagnare i miei clienti!”
A proposito di appuntamenti del settore, Euphemia partecipa al TTG di Rimini. Qual è il tuo rapporto con questa fiera?
“Al TTG vado tutti gli anni, per me è diventato un appuntamento cruciale. È l’occasione per incontrare di persona i corrispondenti stranieri con cui lavoro abitualmente e consolidare rapporti costruiti nel tempo, ma anche per conoscere nuovi operatori e creare contatti che possono trasformarsi in opportunità e prodotti da proporre ai clienti. Sono contenta che anche quest’anno Euphemia sia presente con uno stand”.
Hai creato una vera e propria nicchia di successo legata ai viaggi Yoga. Come è nata questa passione?
“È nata per caso anni fa durante una vacanza alle Tremiti, facendo lezione sotto gli ulivi secolari: lo yoga mi aiuta a staccare, ritrovare me stessa e recuperare energie. Ho iniziato a riunire altre persone che avevano la mia stessa aspirazione e oggi accompagno gruppi in posti straordinari: Uzbekistan, Turchia, Marocco, Birmania. In India siamo entrati in luoghi sacri inaccessibili agli occidentali e in Egitto siamo riusciti ad avere la piramide di Cheope in esclusiva per due ore di meditazione. Ma organizzo anche gruppi di nicchia per viaggi a New York o nelle capitali europee”.
Qual è la leva che spinge le persone a scegliere i tuoi viaggi e a partire con te?
“Le persone hanno un profondo bisogno di stare insieme, di divertirsi e di staccare la spina. Sanno che con me vedranno cose particolari. Non cercano il prezzo più basso - chi cerca il prezzo non è il mio cliente - cercano la qualità e la cura del dettaglio”.
Se dovessi descrivere in un’unica parola quello che hai ottenuto in Euphemia, quale sceglieresti?
“Realizzazione! Sono riuscita a raggiungere ottimi risultati con impegno e in totale libertà! Euphemia non è per tutti: devi esserti tolta di dosso la paura che qualcun altro ti ha instillato per non farti volare alto!”