Firenze, incoming in difficoltà a causa del caldo

Questa interminabile, rovente estate sta mettendo a dura prova l’incoming nelle città d’arte. Un esempio su tutti quello di Firenze, i cui alberghi, ristoranti e attività commerciali, dopo una primavera incoraggiante, stanno registrando un’estate al di sotto delle aspettative.

“Nei nostri alberghi abbiamo circa il 15% in meno” ha dichiarato ai giornali locali Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Confcommercio Firenze. La diminuzione delle presenze ha inciso anche sulle tariffe, scese rispetto alle previsioni. Dopo il rallentamento di luglio e un agosto ancora più difficile gli operatori confidano, tuttavia, in una ripresa nel mese di settembre.

Secondo Monica Rocchini, presidente di Assohotel Confesercenti Firenze, il caldo avrebbe scoraggiato soprattutto le famiglie che solitamente trascorrevano alcuni giorni nelle città d’arte prima di raggiungere le località di mare. Molti visitatori avrebbero scelto altre destinazioni o ridotto la durata del soggiorno.

“Una stagione da dimenticare”: così il presidente di Confcommercio Firenze Aldo Cursano a firenzedintorni.it. Le temperature vicine ai 40 gradi hanno svuotato strade, piazze e negozi, spingendo i turisti a trascorrere più tempo negli alberghi, nei musei o nei centri commerciali e a ridurre passeggiate, acquisti e soste nei locali.

Anche i dehor, aggiunge la Nazione, si sono trasformati in un costo anziché in un’opportunità, rimanendo spesso deserti dopo la colazione.

“Il modo di fare vacanza sta cambiando - dice a corriere.it il responsabile Ricerca del Centro studi turistici di Firenze Gianfranco Lorenzo -; la “fuga” soprattutto degli italiani dai centri città roventi non è per una perdita d’appeal, ma più una tendenza a riprogrammare le visite in momenti climaticamente più favorevoli. Infatti nelle città d’arte le presenze nei mesi estivi continuano a essere garantite soprattutto da turisti stranieri extra Europa, che devono prenotare con largo anticipo e fare lunghi viaggi difficilmente spostabili. Poi c’è anche un tema di frammentazione della vacanza, non tutti continuano a fare le due o tre settimane al mare di fila, ma integrano con qualche giorno di montagna o altre destinazioni prenotando last minute nel momento in cui si ha la certezza del tempo che farà”.

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