What if? Se Alpitour non avesse comprato Eden, se Ventaglio non fosse fallito, se Valtur fosse ancora in mano ai Patti (e Alitalia esistesse ancora)

È stato molto letto e commentato, il mio editoriale dedicato alla fine che han fatto coloro che han venduto i t.o. che avevano fondato. Allora mi sono chiesto: ma cosa sarebbe successo, se Filippetti & C. non avessero venduto e alcuni t.o. non fossero falliti? Ho applicato i principi dell’’ucronia’ o ‘alternative history’ (genere letterario o approccio storiografico che immagina scenari storici alternativi rispetto alla realtà fattuale) alle recenti vicende del turismo organizzato italiano ed ecco il risultato. Opinabile, ma neanche tanto.

Immaginiamo che il mercato non sia andato incontro alla grande stagione di concentrazione che ha visto Alpitour fare incetta di marchi o al collasso di player storici della nostra aviazione e della villaggistica. Cosa registrerebbe la classifica dei fatturati nel 2026? Con un giro d’affari complessivo dei primi cinque player riassestato attorno ai 3 miliardi di euro, non avremmo un monopolio egemone, bensì un oligopolio dinamico, equilibrato e fortemente competitivo.

In cima alla classifica troneggerebbe ancora il Gruppo Alpitour nella sua versione ‘light’, ovvero limitato al perimetro di Francorosso, Viaggidea e della macchina da volumi dei Bravo Club (oltre che della redditizia VOI Hotels), ma senza le acquisizioni di Eden Viaggi, Press Tours e Swan Tour. Forte della canalizzazione strategica del network Welcome Travel Group e della dozzina di aeromobili Neos dedicati, il gruppo torinese guiderebbe il mercato con circa 1 miliardo di euro di fatturato.

Subito dietro si piazzerebbe il redivivo Gruppo I Viaggi del Ventaglio con 750 milioni: sventato il default del 2010 grazie al delisting da Piazza Affari e alla cessione del 49% delle quote ai colossi spagnoli di Iberostar, la famiglia Colombo dominerebbe la scena grazie alla rete d’agenzie VentaPoint, ai format VentaClub, al generalista Columbus e alla ritrovata autonomia nei cieli di Livingston Airlines, dotata di una flotta non molto inferiore a quella di Neos. Veratour viaggerebbe sempre con Neos, che ovviamente sarebbe il vettore di Costa Crociere. Ma Livingston si sarebbe garantita l’esclusiva di Eden Viaggi e avrebbe diviso le rotte intercontinentali di MSC con Alitalia (nel frattempo risanata, con bilanci in pari e tutta italiana).

Sul terzo gradino del podio salirebbe l’Eden Viaggi Group di un inarrestabile Nardo Filippetti mai cedente e saldamente al comando: con la linea Eden Village sul mare e il brand Margò a fare da scudo anti-OTA sulle tariffe dinamiche, il polo pesarese sfiorerebbe i 480 milioni di fatturato facendo sinergia con gli hotel e i villaggi di proprietà, alimentati dalla partnership con Bluserena della famiglia Maresca, che nel frattempo non avrebbe ceduto alle lusinghe iberiche.

Al quarto posto troveremmo la Valtur della famiglia Patti con 320 milioni, scampata all’amministrazione controllata e forte del controllo diretto delle sue storiche gemme ricettive tra mare e montagna. Oltre che della forza del marchio, che identifica il villaggio italiano (“Chiamatelo villaggio” la sua ultima campagna promozionale) e fa da contraltare - sui mercati francesi, tedeschi e anglosassoni - ai cinesi del Club Med, che ormai ha sede e management a Hong Kong.

A chiudere il quintetto d’oro, infine, figurerebbe il polo elvetico-italiano Hotelplan-Turisanda con 250 milioni di euro, mai smembrato e leader indiscusso nella nicchia ad altissima marginalità dei viaggi su misura, nozze e lungo raggio di alta gamma, grazie anche all’acquisizione di Musement, leader indiscusso delle “experiences”, strappato a caro prezzo alla declinante TUI teutonica.

Ed ecco le tre dinamiche chiave del 2026 alternativo:

1. duopolio nei cieli e nelle reti: il mercato sarebbe dominato dallo scontro speculare tra il polo Alpitour (spinto da Welcome Travel e dai voli Neos) e il polo Ventaglio-Iberostar (alimentato dalla rete VentaPoint e dagli aerei Livingston)

2. qualità dei t.o. vs mass-market delle piattaforme: Alpitour, Ventaglio, Eden & C. avrebbero limitato la crescita di Booking.com, Expedia ed Airbnb nel pacchettizzato, grazie a qualità, professionalità e flessibilità

3. potere contrattuale alle agenzie: con cinque player solidi e distinti da circa 3 miliardi totali, le agenzie di viaggi indipendenti non subirebbero lo strapotere di un solo consolidatore, mantenendo marginalità e potere contrattuale decisamente elevati.

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