Il manuale del buon
candidato, come
scrivere il curriculum
per lavorare nei viaggi

24/03/2017
15:43
 

Il primo biglietto da visita per un candidato è il curriculm vitae, perciò è bene saper strutturarlo in modo adeguato perché, come spiega il responsabile risorse umane del tour operator Club Esse, Antonia Bucciero, “non bisogna aspettarsi che l’azienda faccia orientamento”.

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Informarsi sull'azienda
Ecco quindi alcuni accorgimenti per fare in modo che il proprio cv non sia solo uno fra tanti. “Innanzitutto – spiega Bucciero - documentarsi sempre sull’azienda a cui si è interessati, capirne le caratteristiche e quali siano le posizioni aperte. Quindi, modulare il curriculum sulla base di queste informazioni”. Bisogna comprendere che i recruiter vedono decine, centinaia di curriculum ogni giorno, perciò tendono a scartare quelli troppo generici.

Sapere cosa si sta cercando
Questo vuol dire prima di tutto che il candidato deve “sapere per cosa voglia candidarsi e che lo chiarisca bene, mettendo in risalto le caratteristiche e le tappe lavorative o formative più vicine all’incarico che vuole ricoprire”.

Evitare gli elenchi
Non è necessario fare l’elenco dettagliato degli stage, dei master conseguiti o dei corsi seguiti, l’importante è che vengano segnalati quelli più significativi, “perché a volte il recruiter si ritrova smarrito di fronte a tutte quelle informazioni”.

Attenzione agli indirizzi
Stare attenti alla forma, ai font e al corretto uso dell’italiano, ma soprattutto “in fase di invio, prestare bene attenzione ai destinatari. Soprattutto quanto si invia tramite mail - precisa Bucciero -. A volte per pigrizia lo si invia a più destinatari contemporaneamente, dimenticando di nascondere gli indirizzi”. Il messaggio che passa è quello di non essere particolarmente interessati a un'azienda specifica.

Coerenza negli atteggiamenti
Può essere utile allegare una lettera motivazionale, in cui si spiega perché si è interessati a ricoprire il ruolo che si vuole assumere, e una volta inoltrata la candidatura attenzione alle buone maniere prima del colloquio. Inutile scrivere di possedere una “buona predisposizione al lavoro di gruppo e poi telefonare l’azienda usando toni sgarbati o polemizzare per l’attesa mentre si è in coda per il colloquio”. L’atteggiamento supererà la parola scritta nella scelta finale.


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