Santanchè, la promessa: Ci saremo per adv e t.o.

“Le agenzie di viaggi e i tour operator fanno parte del turismo in maniera imprescindibile. Quando si parla di qualità dei servizi e di alzare il target della qualità, voi siete centrali, perché pur essendo piccole e micro imprese nessuno meglio di voi sa fare il tailor made, quindi dobbiamo lavorare per voi e ci saremo”. Questa la promessa rivolta dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè, alle associazioni del turismo organizzato che hanno calcato il palco del Forum Internazionale del Turismo. Protagoniste del panel ‘Prospettive’, Aiav, Aidit, Assoviaggi, Astoi, Fiavet, Fto e Maavi hanno chiesto alla titolare del Mitur impegni risolutivi sulle urgenze del comparto, che, uscito ammaccato dalla pandemia, deve ora destreggiarsi in uno scenario socio-economico ancor più complesso, condizionato dalle incertezze geopolitiche e dalla spinta inflattiva, dall’ingerenza delle nuove tecnologie predittive, nonché dalle frizioni legate alla revisione della direttiva pacchetti e alle politiche adottate dalle low cost in contrasto alla distribuzione.  

È in considerazione di questo contesto che il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, ha aperto il confronto rivendicando la capacità di agenzie di viaggi e tour operator di riuscire sempre a fornire al consumatore “tutele e garanzie”, nonostante la filiera sia composta perlopiù “da piccole realtà imprenditoriali a bassa redditività” e necessiti per tale motivo di investimenti “in innovazione, in tecnologia e soprattutto in ricerche di mercato”.

“Capire come evolverà il mercato e la tecnologia, in particolare l’Intelligenza artificiale, è importante”, ha affermato, chiedendo al ministro “aiutateci a comprendere il mercato che verrà, perché un conto è essere presente oggi e un conto è esserlo anche nel futuro”. Una richiesta condivisa dalle altre associazioni, che hanno colto l’occasione per ribadire il valore della formazione come strumento per rimanere al passo con i competitor. Il presidente di Assoviaggi Federico Scaramucci ha esortato così il dicastero a “continuare a investire nelle risorse per la formazione e l’innovazione, per consentire al nostro settore di aggiornarsi, di diventare più competitivo soprattutto nei confronti del mercato internazionale”. A fargli eco il presidente di Fiavet Giuseppe Ciminnisi che ha evidenziato la necessità per chi opera nel turismo organizzato di imparare a padroneggiare i nuovi strumenti tecnologici come l’AI ai fini della personalizzazione: “Non dobbiamo essere schiavi dell’Intelligenza artificiale, ma servircene per dare al consumatore il massimo”.

Direttiva pacchetti
L’intermediazione “deve evolvere” per la presidente di Maavi, Enrica Montanucci, che ricordando come le adv stiano uscendo “da un periodo di pandemia affrontato con resilienza, investendo i capitali di famiglia o anche di più pur di resistere”, ha sollevato il tema della revisione della Direttiva europea.

“Bisogna andare in Europa a far sì che venga tutelata la piccola e media impresa. La nuova revisione della Direttiva europea è troppo sbilanciata – ha affermato -. Va bene tutelare il consumatore, ma per tutelare il consumatore dovete mettere noi per primi in condizione di avere delle leggi che ci garantiscano la professionalità e la rappresentanza”.

“Come detto da Pier Ezhaya  - ha aggiunto  - noi rappresentiamo garanzia e tutela di viaggio, quindi come tali andiamo tutelati. E se l’Europa metterà sanzioni ancora più forti, io chiedo aiuto al Governo affinché racconti che la piccola e media impresa ha bisogno che la nuova direttiva sia meno sbilanciata e che dia onori e oneri a questo settore, perché il rischio è che la nostra eccellenza italiana venga venduta dalle multinazionali e quello sì che sarebbe brutto”.

Low cost
La battaglia in campo italiano è invece sul fronte del trasporto aereo. E in particolare su quello low cost, su cui è tornato a tuonare il presidente di Fto, Franco Gattinoni, rimarcando la mancanza di collaborazione, sia sul fronte dell’offerta che su quello delle vendite. “Le compagnie low cost come Ryanair e Wizz Air hanno dichiarato che non vogliono lavorare con le agenzie e i tour operator. E questo è di una gravità enorme”, ha sentenziato. “Noi le paghiamo e non ci danno nessuna commissione. Il ministro ha detto di fare squadra, ma l’Italia non ha più compagnie con le quali si può lavorare in sinergia”.

Un male, per il numero uno della Federazione del Turismo Organizzato, in particolare per l’incoming, tema protagonista di questo Forum. “La gente arriva con un volo intercontinentale in Italia e poi si deve muovere con un volo locale e noi non siamo in grado di poter prenotare questo volo. È una cosa pazzesca”.

Le incertezze
In questo scenario il comparto si trova a dover pagare anche gli effetti delle incertezze internazionali. Tema portato alla ribalta da Domenico Pellegrino, presidente di Aidit, che ha evidenziato quanto l’attuale momento storico stia presentando “un’instabilità particolarissima che sta condizionando non solo i perimetri del turismo, e quindi l’accessibilità di alcuni luoghi, ma anche la tranquillità della vacanza. Il tutto con una determinazione importante anche sugli aspetti inflattivi, che stanno erodendo molto il potere d’acquisto degli italiani, dando incapacità di accedere a livelli qualitativi di vacanza che storicamente erano diventati accessibili a un grande pubblico, grazie al turismo organizzato”.  

Come risolvere la situazione? Tra le direttrici indicate dal presidente di Aidit, oltre al già citato supporto alla digitalizzazione delle imprese, quello di sbloccare le risorse residue del “decreto 152 del 2021 e garantire accesso al credito agevolato”; lavorare per la “destagionalizzazione, rivedendo, ad esempio, il calendario scolastico” e infine favorire “il ricambio generazionale con formazione specifica e strumenti legati al costo del lavoro. Sarebbe auspicabile avere un cuneo fiscale dedicato al settore perché permetterebbe ad aziende così piccole con bassa marginalità di poter erogare salari competitivi rispetto ad altri settori”. In ultimo “bisogna fare interventi a sostegno della spesa dei consumatori, perché rischiamo di trasformare il turismo organizzato in un’area elitaria”.  

Investimenti e visione
Non si può prescindere da investimenti mirati e da una visione, infine, per Fulvio Avataneo, presidente di Aiav: “Dobbiamo uscire dalla logica del contributo fine a se stesso, ma bisogna andare su contributi strutturali che guardano alla formazione, alla digitalizzazione per le microimprese. Ed è importante guardare ai nuovi turismi, che sono tutti fondamentali. Abbiamo una ricchezza nel nostro Paese che è ineguagliabile. Bisogna riuscire a fare maggior sistema tra quelle che sono le realtà che compongono la filiera”.

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