Il commento del direttore
Remo Vangelista
Che la crisi climatica abbia ripercussioni anche sul turismo, ne abbiamo avuto riscontro durante questa lunga e potente ondata di calore, con tour da modificare e musei e monumenti chiusi in molte città europee. Ora interviene anche l’Onu, con un appello a porti e aeroporti ad adattarsi a condizioni climatiche più avverse, perché entro fine secolo la maggioranza sarà a rischio.
Il rapporto è dell’Unece, la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, secondo cui i sistemi di trasporto mondiali dovranno far fronte a un aumento dei numeri di giorni all’anno con temperature superiori a 25 gradi. Tra il 71% e l’89% dei porti a livello globale sarà a rischio di tempeste marine estreme entro la fine del secolo.
Le precipitazioni aumenteranno in regioni come le Alpi e i Balcani con possibili problemi, ad esempio, alla rete ferroviaria. Le infrastrutture di fiumi europei come Danubio, Reno e Volga saranno invece esposti a inondazioni significative, causando possibili blocchi aeroportuali.
L’Onu ha sottolineato come eventuali interruzioni di reti ferroviarie, aeroporti o porti possano avere conseguenze drammatiche, comportando costi finanziari enormi. “Le infrastrutture di trasporto in Europa, Nord America e Asia centrale devono adattarsi - ha dichiarato la direttrice generale dell’Unece, Tatiana Molcean - perché l’inazione potrebbe rivelarsi più costosa degli interventi di ammodernamento, l’adattamento è un imperativo”.