Affare easyJet-Castlelake:
tutti i nodi da sciogliere

Una delle più grandi operazioni del trasporto aereo europeo e mondiale potrebbe chiudersi ancora prima del previsto, aprendo così a breve l’iter per le autorizzazioni da parte delle autorità competenti. Secondo gli ultimi rumors di mercato, infatti, Castelake sarebbe intenzionata a presentare l’offerta vincolante per easyJet ben prima della scadenza fissata tra le parti dopo l’accordo di principio, ovvero il prossimo 3 agosto.

Secondo quanto riportato in queste ore da Radiocor, i lavori sarebbero in fase avanzata con il fondo americano pronto a concretizzare la proposta che ha avuto il via libera anche da parte del cda della low cost britannica. Si tratta di un acquisto in contanti per un controvalore di 6,90 sterlina per azione, accettata dopo quattro tentativi precedenti andati a vuoto.

I prossimi passi

I passi da completare a questo punto sono in primis quelli della due diligence e il completamento della documentazione necessaria per l’offerta vincolante. Ma ci sono anche altri due aspetti su cui Castlelake sta cercando una quadra: il primo riguarda le regole europee, che impongono che la maggioranza di una compagnia del Vecchio Continente resti in mano a soggetti locali. Un punto che ha fatto ipotizzare agli addetti ai lavori che dietro all’offerta possano esserci anche i big del trasporto aereo europei.

E poi c’è la mina vagante di Stelios Haji-Ioannou, fondatore del vettore, detentore del 15% delle quote e di una royalty dello 0,25% sui ricavi derivante dall’utilizzo dl marchio easyJet, legato da una licenza con easyGroup, della durata di 50 anni. Negli anni il magnate non si è mai dimostrato in linea con il resto dei soci e ha più volte minacciato di bloccare operazioni finanziarie non ritenute consone. Forze questa volta potrebbe cedere alla maxi offerta di Castlelake.

Dipendenti in allerta

Si è infine aperto anche un capitolo dell’ultima ora e riguarda l’ipotesi che dietro l’offerta del fondo si celi la possibilità di smembramento dell’azienda attraverso una cessione a terzi di singole parti del vettore. Ipotesi che ha messo sul piede di guerra i dipendenti della compagnia, che chiedono chiarezza e al contempo minacciano scioperi.

Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana
Più lette
Oggi
Settimana