L'affare B787, prime ricadute sul titolo Boeing

La messa a terra dei B787 inizia ad avere ripercussioni sull'andamento finanziario del titolo Boeing.

Dopo lo stop dei voli delle compagnie giapponesi Ana e Jal, dilagato poi a macchia d'olio in Europa e negli Stati Uniti, è arrivato il blocco delle macchine imposto dalla Federal Aviation Authority Usa. Un duro colpo per il produttore di Seattle che, proprio grazie al Dreamliner, aveva visto crescere gli ordini al punto da sorpassare lo storico rivale Airbus alla fine del 2012.

Nella fase attuale le azioni di Boeing hanno ripreso quota dopo i ribassi seguenti alla messa a terra delle macchine. Ma la tensione finanziaria nel gruppo non si è attenuata. Secondo quanto riporta Repubblica.it la produzione dei B787 prosegue nonostante le indagini del dipartimento sicurezza Usa.

Ogni esemplare prevede un prezzo di listino di 200-250 milioni di dollari statunitensi e, per far fronte agli ordini, fissati a 840 macchine, in casa Boeing puntano ad aumentare la produzione mensile da 5 a 10 esemplari, anche se la ripresa dei voli non è affatto scontata e non di certo immediata.

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