Garibaldi Hotels investe in qualità, i progetti in corso d'opera

di Stefania Galvan
23/01/2019
12:13
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Non rallentano gli investimenti di Garibaldi Hotels nell’upgrading delle strutture e dei servizi. A cominciare dalla novità siciliana del Gruppo, il Grand Avalon Sikani Resort, che aprirà a marzo.

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“La stagionalità lunga - spiega il direttore generale Fabrizio Prete (nella foto) - è dettata dalla richiesta dei nostri mercati esteri di riferimento: il tedesco, il belga e il francese. A partire dalla fine di maggio, però, si concretizzerà la ridefinizione dell’albergo come Hotel Club. Dall’estate, dunque, riconvertiremo alcuni spazi interni per destinarli all’intrattenimento e creeremo servizi quali miniclub per i bambini”. Entro il 2020, poi, l’aumento delle camere: “Passeranno dalle 119 attuali a un totale di 155”.

Il restyling del Monzoni
Altra operazione di ristrutturazione e ampliamento riguarda l’Hotel Monzoni di Pozza di Fassa, il primo investimento immobiliare dopo la creazione della Holding Garibaldi Hotels Spa. “In questo caso - spiega Prete - l’investimento complessivo ammonta a circa 3 milioni di euro, che comprendono l’acquisizione della proprietà e gli interventi di restyling”.

L’obiettivo è di arrivare a un upgrading della struttura, che ora è un 3 stelle, aumentandone il livello dei servizi: “La prima tranche dei lavori - specifica il direttore generale - sarà da marzo a giugno. Riaprirà poi per l’estate e, da settembre a dicembre, avvieremo la seconda parte dei lavori. L’obiettivo è di dare una forte impronta nostra, personalizzata, cambiando radicalmente la percezione della struttura da parte della clientela”. Anche le camere saranno aumentate, passando da 58 a 62.

L'albergo diffuso
Tra gli altri progetti in fieri anche quello riguardante la Dimora Sant’Anna, l’albergo diffuso nel centro storico di Carovigno, in Puglia: “Entro quest’anno - anticipa Prete - le unità abitative passeranno da 15 a 40; prenderemo in gestione abitazioni private, le ristruttureremo e le annetteremo al corpo centale”.
Un ampliamento dettato dall’impennata della domanda, soprattutto da parte della clientela internazionale: “La parte del leone - conclude Prete - la fanno gli inglesi e gli olandesi, facilitati dai voli diretti su Brindisi e Bari. Seguono i francesi e i tedeschi, tutti accomunati da un intento: calarsi nella realtà e nella storia del territorio con una vacanza di tipo culturale. Una tipologia di soggiorno che, al contrario del Mare Italia, non ha competitor forti e, quindi, continua a macinare risultati molto soddisfacenti”.

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