L’inverno del travelBene gli stranieri, più lenti gli italiani

Una ripresa lenta, ma, sembra, costante.
È questo il quadro del turismo italiano per l’inverno 2023-2024, che nell’andamento sembra confermare i dati dell’estate: una fondamentale lentezza del mercato italiano a cui fanno da contraltare flussi stranieri che arrivano con decisione.

“I nostri dati, riferiti alla fine di ottobre ed estratti da un campione di circa 1.000 imprese su 30.000 confermano un andamento di crescita – dice al Sole 24 Ore Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi -, e parliamo di un mercato che viaggia a due velocità con gli stranieri che performano bene e con gli italiani che hanno, invece, viaggiano con maggiore cautela”.

Le aspettative degli addetti ai lavori sono comunque positive. “I nostri auspici sono che il trend continui a essere questo, ossia, crescita lenta ma costante”. A destare qualche preoccupazione, sono gli avvenimenti che si registrano nello scenario internazionale. “La speranza è che non ci siano altri stravolgimenti capaci di intervenire sul mercato straniero, perché situazioni di questo tipo potrebbero modificare questo andamento”.

La situazione internazionale tende anche a modificare le scelte di viaggio, spiega Giuseppe Cimminnisi, presidente Fiavet. “La tendenza delle prenotazioni per viaggi all’estero non è ottimale- dice -. E questo fatto è dovuto a quanto succede nello scenario internazionale. Tra numerosi clienti riscontriamo diffidenza e preoccupazione per la sicurezza”.

Una situazione che spinge, coloro che intendono trascorrere le festività o i giorni precedenti fuori casa, a scegliere l’Italia. “Non a caso riscontriamo una maggiore richiesta per il meridione soprattutto per Natale, da parte delle famiglie - argomenta ancora Cimminnisi -. Per il periodo di Capodanno, invece, crescono le domande per la montagna”.

Bene, soprattutto grazie alla componente straniera, vanno anche le richieste per le città d’arte.

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