Turismo e pubblicità
Identikit degli investitori

di Rita Pucci
12/07/2018
08:35
 

Il settore del turismo investe. E investe in pubblicità, facendo segnare performance migliori rispetto agli altri settori merceologici.

Pubblicità

Sono i dati registrati da Nielsen, che nell’ultimo anno, per il periodo compreso tra il 1° maggio 2017 e il 30 aprile 2018, riporta un investimento complessivo superiore ai 162 milioni di euro da parte delle aziende del turismo, con una crescita del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 12,8 milioni in più investiti in comunicazione.

“Si tratta di un settore in cui i primi 10 top spender coprono circa il 50% del totale degli investimenti del comparto – mette in luce Alberto Dal Sasso, Ais managing director di Nielsen -. Il settore ha un andamento migliore rispetto al totale del mercato pubblicitario italiano, che nello stesso periodo perde l’1,4%”

Chi sono le aziende che investono
Sono in tutto 90 milioni di euro, pari al 55% di share del totale del comparto, gli impegni messi in campo dalle aziende che fanno capo al segmento ‘viaggi’: tra queste rientrano linee aeree, ferroviarie, autostradali e porti turistici. Sono loro “a trainare la crescita, aumentando del 12%, cioè 3 punti percentuali sopra la media” rileva Dal Sasso.

Buona la performance anche del segmento ‘organizzazione viaggi’, a +11%: qui rientrano agenzie di viaggi, tour operator e Olta.

“Negativo, ma non in doppia cifra, l’andamento degli investimenti pubblicitari delle strutture di soggiorno” fa notare il manager.

Su quali media si investe
Relativamente ai singoli mezzi, emerge uno scneario piuttosto inatteso. Se la radio fa riportare un incremento degli investimenti pari al 47% un andamento positivo e in controtendenza lo riportano anche i mezzi della stampa (magazine e quotidiani) che “crescono in doppia cifra, nonostante l’andamento generale di questi due mezzi sia in rosso da diversi anni”.

In questo scenario, perde invece terreno il web, così come il circuito ‘out of home’. A doppia cifra anche l’incremento della tv che assorbe ancora la quota maggiore di investimenti (59%) rispetto agli altri mezzi.


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