Dieci motivi per diventare azionisti di Alitalia

Dieci buone ragioni per diventare azionisti di Alitalia. Sono quelle che i comandanti Alberto Arlotta e Antonio Chialastri hanno pubblicato a sostegno della petizione lanciata online, perché i dipendenti acquistino con il proprio tfr quote della compagnia e ne traccino rilancio in veste di soci.

Accrescere l'appartenenza
Un’operazione di ‘management buyout’ che prevede due fasi, una di presentazione dell’offerta e uno step successivo in cui valutare se diventare di fatto soci della NewCo, con l’obiettivo di portare dipendenti e nuovi futuri azionisti ad un maggior senso di appartenenza e responsabilità nell’elaborare le strategie aziendali.

Nella sostanza, si legge nel documento che porta il titolo ‘Perché i dipendenti devono essere azionisti di Alitalia’, da “spettatori passivi di decisioni prese altrove” i lavoratori del vettore devono “entrare a far parte del capitale di rischio”.

Tra le ragioni, al primo posto il fatto di ‘avere voce in capitolo’ quando si tratta di definire le linee strategiche, seguita dal fatto di poter verificare e monitorare i conti dell’azienda e di poter allontanare con più facilità manager e dirigenti ritenuti “inadatti”.

Tra tagli ai costi e cooperazione
Al terzo punto, il fatto di poter valutare tutte le voci di costo, e non solo quelle legate alla forza lavoro, nel momento in cui ci sia la necessità di rivedere gli impegni economici ed effettuare tagli.

Tra i plus, spicca poi il valore aggiunto della “cooperazione” tra le risorse umane, fattore che i promotori della petizione sottolineano invece sia stato negli anni sostanzialmente svalutato. E sulla stessa linea si posiziona il fattore di “compartecipazione” e “condivisione” dei destini aziendali, come una sorta di “assicurazione sulla vita dell’azienda”.

Valore economico e hr
Tra i motivi per cui i dipendenti dovrebbero sottoscrivere l’operazione, si aggiunge anche il potenziale di crescita del valore economico delle azioni, e accanto a questo il fatto di riuscire a mantenere più risorse umane all’interno del perimetro aziendale.

Infine, ’essere azionisti della società consentirebbe ai dipendenti di “intentare azioni di responsabilità civile e penale conto gli amministratori”.

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