Turismo dei territori, gli stranieri trainano la crescita: le cifre di Feries

Il turismo dei territori è sempre più capace di intercettare nuovi flussi e generare valore, contribuendo a disegnare una geografia turistica più diffusa e alternativa alle mete maggiormente congestionate. I dati sono quelli di Feries, proprietaria dei portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it, che li ha presentati in occasione della terza edizione degli Stati Generali del Turismo dei Territori, promossi dalla stessa Feries, che si è tenuta al Cineteatro Selene di Rotonda, borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Potenza.

“Gli Stati Generali - ha commentato Fabrizio Begossi, amministratore unico Feries - nascono per costruire un confronto concreto sul futuro del turismo dei territori, mettendo attorno allo stesso tavolo pubblico e privato, ricerca e operatori. La sfida è trovare un equilibrio tra la tutela di ciò che rende unici i nostri territori e la capacità di innovare: la tradizione può diventare un motore di crescita proprio quando riesce a dialogare con nuovi strumenti, competenze e modi di vivere e raccontare le destinazioni”.

Il motore della domanda internazionale

A trainare l’evoluzione del turismo dei territori è soprattutto la domanda internazionale. Nell’ultimo anno gli ospiti stranieri che scelgono le destinazioni rurali italiane arrivano da sempre più lontano: la distanza percorsa cresce dell’8%, mentre quella verso le città diminuisce del 10,3% .

Secondo questa analisi a cambiare non è solo soltanto la geografia del viaggio, ma anche il modo di viverlo. Il soggiorno rurale dura in media 7,5 notti, contro 5,7 in città e coinvolge gruppi più numerosi del 29% rispetto all’urbano e con una quota di minorenni vicina al 20% contro il 15%.

Una dinamica che si traduce anche in maggiore valore complessivo per i territori. Se l’urbano mantiene il primato in termini di spesa per singolo ospite e per notte, è il soggiorno extraurbano a generare prenotazioni di importo complessivo più elevato. Una prenotazione rurale vale mediamente il 59% in più di una urbana, percentuale che sale al 65% nelle aree a densità intermedia: un vantaggio legato non a tariffe più alte, ma a soggiorni più lunghi e gruppi più numerosi. Anche i comuni sotto i 5.000 abitanti mostrano performance sostanzialmente allineate al rurale nel suo complesso, con una permanenza media di 7,4 notti.

La capacità di costruire esperienze

I dati di Istat confermano il ruolo strategico delle destinazioni rurali e decentrate per una crescita più equilibrata del turismo italiano. Nel 2025 un Comune su quattro ricade nelle aree dei parchi nazionali o regionali, che accolgono complessivamente il 23% delle presenze turistiche del Paese.

La crescita del turismo esperienziale apre nuove opportunità per i territori, ma pone anche una sfida: trasformare l’autenticità e la vita quotidiana dei luoghi in esperienze capaci di generare valore senza renderli tutti più simili. È la riflessione proposta da Cristina Mottironi, responsabile dell’area Turismo del Master of Science in Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment dell’Università Bocconi. Un’offerta più ampia, infatti, non rende automaticamente una destinazione più competitiva: a fare la differenza è la capacità di costruire intorno al visitatore un’esperienza coerente e distintiva, mettendo in relazione operatori, servizi e risorse del territorio.

In questa prospettiva, la rete diventa un vero fattore competitivo quando non si limita a collegare le singole proposte, ma genera conoscenze, competenze diffuse, innovazione e specializzazione. Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo dell’IA, la sfida diventa rendere strutture e operatori locali visibili, accessibili e prenotabili attraverso le nuove piattaforme di intelligenza artificiale. In questo scenario, l’integrazione tra le tecnologie e la presenza globale di HomeToGo Group e la conoscenza del territorio di Feries può contribuire a connettere l’offerta italiana con viaggiatori di tutto il mondo, rafforzando la visibilità delle destinazioni meno conosciute e favorendo un turismo rurale attivo durante tutto l’anno.

Rialto è la nuova Capitale Rurale Italiana

Gli Stati Generali sono stati anche l’occasione per celebrare il passaggio di testimone della Capitale Rurale Italiana, il progetto ideato da Feries con l’obiettivo di premiare il comune con meno di 15.000 abitanti che meglio investe in un turismo dei territori autentico e sostenibile. Dopo Rotonda premiata nel 2025, il riconoscimento quest’anno è andato a Rialto, centro agricolo dell’entroterra di Finale Ligure (Savona), nell’alta valle del torrente Pora. Scelto dalla comunità dei viaggiatori dei due portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it tra una short list di comuni candidati, Rialto si è distinto per il modello di ruralità autentico e ancora vivo, in cui comunità, attività agricole, tutela del patrimonio naturale e tradizioni locali convivono con un’offerta turistica lenta e sostenibile, lontana dai circuiti di massa.

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