Il commento del direttore
Remo Vangelista
“Non posso affidare tutto al caso. C’è una ragione in questo”. Stefano Lotumolo può pronunciare queste parole, oggi, grazie a una manciata di secondi: quelli che gli hanno permesso di sfuggire all’onda che ha travolto strade e villaggi al confine tra il Nepal e la Cina.
Fotografo e viaggiatore, Lotumolo sarà presente anche a TTG Travel Experience a Rimini il prossimo ottobre con una mostra dal titolo ‘Sorella acqua’, dedicata ai 10 anni della sua attività con i Masai per la costruzione di pozzi e reti idriche. Un nome, quello dell’esposizione, scelto prima dei tragici fatti del Nepal ma che inevitabilmente collega i due volti dell’acqua, quello benefico e quello distruttivo.
Ma nulla di ciò che è accaduto ha spinto Lotumolo a cambiare il nome della mostra. “Resta sorella acqua”, conferma senza indecisione.
Una questione di secondi
In pochi secondi, per Lotumolo è cambiato tutto. Anche il suo modo di viaggiare? “”La mia vita è cambiata, cambierà anche il viaggio. Non so dire come, è ancora tutto troppo recente. Sicuramente ci sarà più accortezza”.
Nelle due ore che hanno preceduto l’alluvione, “con il bus siamo passati attraverso case e villaggi, abbiamo visto operai al lavoro. Di tutto quello, dopo il passaggio dell’onda, non è rimasto niente. Anche il nostro albergo, un edificio alto e lontano dal fiume, è stato sommerso”.
Ora, per il fotografo, quello che resta è “la gratitudine”, sottolinea. “La domanda che ti poni subito dopo è: perché io? Il passaggio successivo è essere grati. In qualche modo, il mio viaggio doveva arrivare lì”.
Del resto, aggiunge, “la mia fotografia e la mia ricerca si basano su questo. Non posso affidare al caso un evento del genere. Il fine è stato anche la disgrazia. Tutto avviene per un motivo”.