Il commento del direttore
Remo Vangelista
La carenza di carburante per il blocco dello Stretto di Hormuz inizia a farsi sentire anche su alcuni aeroporti italiani e dal weekend di Pasqua sono iniziate a scattare le prime limitazioni. Una situazione in continua evoluzione e sotto attento monitoraggio anche dell’Enac, che al momento parla di un’emergenza limitata al periodo delle festività, dove si è verificato un aumento fisiologico dei voli. Tuttavia lo stesso ente ricorda che aprile sarà un mese cruciale e se il problema non dovesse venire meno il rischio di tagli alle rotte saranno più probabili.
Allo stato attuale le prime restrizioni, con la precedenza data ai rifornimenti per voli sanitari e di Stato, sono arrivate da Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. A questi si sono aggiunti ieri altri tre scali: Reggio Calabria (che, secondo Corriere.it, avrebbe imposto il limite di 3mila litri ad aereo) e Pescara (con una sola autocisterna in servizio).
Le compagnie stanno rispondendo in questa fase con rifornimenti più ampi negli aeroporti di partenza, ma le scorte sono comunque destinate a ridursi se non ci dovesse essere uno sblocco a breve. Una risposta dovrebbe arrivare dal vertice che sarebbe stato convocato dalla Commissione Europea con i rappresentanti del settore, incontro previsto per mercoledì prossimo.