HNH Hospitality:
Boccato fotografa
il trend di crescita

L’anno di HNH Hospitality si caratterizza per un dinamismo senza precedenti. L’a.d. Luca Boccato fotografa, infatti, un trend di crescita e il rafforzamento del portafoglio dovuto a uno sviluppo a stretto giro a Bergamo, Milano e Torino e, per la categoria Resort, nel Sud e sui laghi italiani, oltre a un debutto all’estero.

L’azienda investe su innovazione tecnologica e miglioramento dell’esperienza nel legame con i territori, scommettendo anche sul segmento extended stay, sul modello di Homy Livia Verona, poco presente in Italia.

La pipeline ricca concede, comunque, spazio all’ambizione: “Vediamo un flow di nuove opportunità di sviluppo per gli alberghi nelle grandi piazze di Milano, Roma e area veneziana, ambite sia come gestione sia come diretto” anticipa Boccato.

Intanto tra novembre e dicembre 2026 aprirà l’Hilton Garden Inn da 180 camere adiacente all’aeroporto di Orio, seguito da un hotel al Palazzo Stelline di Milano, uno negli uffici Sea di Linate e uno nella Cavallerizza Reale a Torino a marchio Radisson; new entry tra i partner sono Hilton, IHG, BW e Accor. “Restiamo brand indipendente - precisa Boccato -, ma l’approccio laico apre agli interlocutori”.

Sul piano economico “puntiamo a raggiungere i 140 milioni di euro, per arrivare a breve ai 200 milioni”, lungo una linea solida “grazie a un portafoglio che controbilancia un calo di pick up in termini di prenotazioni nel mese di marzo del 10% circa nelle città, con l’incremento del 40% nei resort, dove le vendite crescono tra un 15 e 20% a Jesolo e in Sardegna e stanno salendo in Sicilia”.

Se alcuni segmenti di domanda Far East sono impossibilitati a raggiungere l’Italia, il mercato americano su Roma “non è calato negli ultimi tempi” e i mercati europei chiave evidenziano una “riallocazione della domanda di prossimità” rispetto a viaggi long haul.

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