Il commento del direttore
Remo Vangelista
“Il nostro sogno è un Paese che non subisce i flussi, ma li governa; che non consuma le destinazioni, ma le fa crescere; che trasforma la propria attrattività in lavoro stabile, investimenti e benessere diffuso”. Queste le speranze di Antonio Zacchera, vicepresidente vicario di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, per lo sviluppo dell’industria turistica in Italia.
Intervenuto all’evento del Mitur ‘Perché l’Italia è economia del turismo! Manifesto per il futuro’, Zacchera ha richiamato l’attenzione sulle principali sfide che attendono il settore - dalla crescente concorrenza internazionale alle pressioni sui costi, dalla difficoltà di reperire competenze alla necessità di rinnovare il patrimonio ricettivo -, sottolineando l’importanza di inserire il turismo in una visione strategica di sviluppo nazionale. “L’albergo non è soltanto il luogo in cui si soggiorna. È spesso la prima porta d’ingresso al Made in Italy. Crea occupazione, attiva filiere, sostiene i servizi e può diventare un presidio contro lo spopolamento. Per questo il turismo non può essere gestito come una sequenza di emergenze o misure isolate. Deve entrare stabilmente nella politica industriale del Paese”.
Su queste basi, il vicepresidente vicario ha rilanciato la proposta dell’associazione per una strategia nazionale di lungo periodo: “ Decidere oggi chi vogliamo essere tra dieci anni significa smettere di rincorrere il presente. Servono continuità nelle regole, nelle risorse e nelle scelte. La nostra proposta è concreta: un tavolo permanente tra imprese e Ministeri del Turismo, dell’Economia, delle Imprese, del Lavoro e delle Infrastrutture, con un compito preciso: definire una strategia nazionale di lungo periodo per il turismo”.
Le priorità
Tra gli obiettivi prioritari, la riqualificazione del patrimonio alberghiero, la formazione e la valorizzazione delle competenze, la destagionalizzazione, con l’obiettivo di portare un numero crescente di destinazioni ad almeno 270 giorni di attività l’anno, e una più equilibrata distribuzione delle opportunità di sviluppo sul territorio. Centrale anche la necessità di misurare il valore complessivo generato dagli investimenti turistici, attraverso strumenti in grado di valutarne le ricadute economiche, sociali e ambientali.
“Il successo del turismo italiano non si misura soltanto nel numero degli arrivi, ma nel valore che resta dopo ogni partenza: lavoro, imprese più forti, territori più vivi. È così che il turismo diventa una strategia di crescita per l’Italia. Un valore che si estende a tutta la filiera turistica e contribuisce alla crescita dell’intero Paese”, ha concluso Zacchera.