Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha ridotto drasticamente l’incoming dai Paesi del Golfo. Secondo un’indagine elaborata dalla Banca d’Italia prendendo in esame i dati di telefonia mobile, le presenze di turisti provenienti dall’area sono diminuite di circa il 35% a marzo, del 60% ad aprile e del 20% a maggio, rispetto agli stessi mesi dello scorso anno.
Il rallentamento arriva dopo un 2025 positivo, sostenuto dal Giubileo, e da un avvio di 2026 favorito dall’effetto delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
A causa del conflitto, il turismo italiano ha perso un’ampia fascia di clientela ad elevata capacità di spesa.
Secondo i dati riportati da SkyTG24, infatti, nel 2025 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è cresciuta del 4,6%, mentre nei primi tre mesi del 2026 la bilancia turistica ha continuato a migliorare, con un incremento della spesa del 5,4%.
L’incertezza geopolitica, i timori legati alla sicurezza degli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha e le criticità operative del trasporto aereo hanno inoltre ridisegnato i flussi di lungo raggio tra Oriente e Occidente. A contribuire la paralisi di una parte consistende del traffico aereo internazionale.
Secondo la Iata, nei primi sette giorni di marzo è stato cancellato circa l’85% dei voli da e per gli aeroporti del Golfo Persico. A fine mese risultava operativo meno della metà dei collegamenti programmati e quasi un volo su quattro previsto per maggio è stato successivamente eliminato, con una riduzione della capacità offerta anche per la stagione estiva.