Affitti brevi, Santanchè: “Rivediamo la questione del minimum stay”

"Per luglio avremo il testo base condiviso sulla questione affitti brevi". Daniela Santanché, ministro del Turismo, traccia la linea del Governo sulla situazione delle case date in affitto turistico nel corso di Futuro Direzione Nord presso la Fondazione Stelline a Milano.

"Il tema è difficile e complicato quindi ho voluto ascoltare associazioni, assessori e sindaci delle città metropolitane, compreso il sindaco Sala e abbiamo trovato dei punti che hanno il 90% di condivisione - spiega Santanchè -. Oggi ogni Regione ha il suo Codice identificativo, abbiamo deciso invece di farlo a livello nazionale, crediamo che sia giusto sia uguale dal Trentino alla Sicilia. In questo codice identificativo si potrà dire quante persone possono stare in quell’appartamento, questo per tutelare i nostri turisti".

Questione pesante, molto contestata dalle piattaforme di affitti, è quella del minimum stay, sulla quale il ministro sembra voler fare qualche passo indietro. “Stiamo ragionando sulle due o tre notti e più ci penso e più credo che questo non sia il miglior modo – aggiunge Santanché -. Che ci sia un Far West che andremo a breve a regolamentare è certo ma non si deve criminalizzare”.

Altro tema, è la messa a norma degli appartamenti dati in affitto, che va di pari passo con il tema della tassazione. "Per noi la proprietà privata è sacra, e se fino a due appartamenti è un modo per le famiglie per arrotondare, e avrà la cedolare secca ed è giusto, da tre appartamenti in su è un'impresa e quindi stesso mercato, stesse regole – spiega ancora il ministro -. Stiamo andando in questa direzione”.

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