Il commento del direttore
Remo Vangelista
Come il suo ‘fratello’ newyorkese, il primo e per lungo tempo unico del suo genere, PUBLIC West Hollywood non è solo un hotel, ma un evento, un’esperienza viva.
L’ultima creatura di Ian Schrager, che ha aperto le sue porte da qualche giorno, nasce da una consapevolezza fondamentale: le idee più avvincenti non nascono da un’unica prospettiva, ma dall’incontro di influenze, energie e punti di vista differenti, che danno vita a qualcosa di totalmente inatteso.
La California del Sud è l’espressione naturale di questo concetto: un luogo in cui natura e città, glamour e comfort, energia e quiete coesistono. Ma PUBLIC West Hollywood non si limita a rispecchiare tutto ciò: fa un passo ulteriore. L’hotel è un insieme di contraddizioni: nasce attorno a molteplici idee che coesistono, si sovrappongono ed evolvono in tempo reale, collaborando per creare un luogo e un’esperienza del tutto nuovi.
“È una sfida notevole, perché non si sa mai quale sia il dettaglio decisivo, quello capace di elevare un progetto a un livello superiore – dice Schrager -. Ho sempre lavorato collaborando con i talenti più brillanti al mondo, persone che, tra l’altro, non avevano mai lavorato nel settore alberghiero. Questo ha permesso di far emergere idee fresche e innovative, nonostante il rischio intrinseco che comporta scommettere su progetti da svariati milioni di dollari”.
Il cuore pulsante di tutto ciò è “The Roof”, un parco privato di oltre 3.000 metri quadrati che regala una vista spettacolare a 360 gradi sulle Hollywood Hills e sul centro di Los Angeles, l’unico parco privato in città. Si tratta di un'oasi situata nel bel mezzo di una metropoli di livello mondiale. Ideale per eventi privati, lo spazio presenta un terreno leggermente ondulato e offre strutture per lo sport, lezioni quotidiane di benessere, tavoli da picnic, aree per falò, installazioni artistiche e un enorme schermo cinematografico all'aperto di oltre 9 metri.
Ma il cinema è la chiave di lettura dominante anche nelle camere, che si presenta volutamente ‘anti-design’, di una semplicità quasi disarmante, in netto contrasto con gli ambienti colorati e esplosivi delle parti comuni. Hanno però una caratteristica: ogni camera si trasforma in una sala di proiezione privata dotata di un'ampia superficie di proiezione che va dal pavimento al soffitto (larga oltre 3 metri) e di un proiettore laser a ottica corta da 5.000 lumen con risoluzione 4K, offre un'esperienza paragonabile a quella di un vero cinema. È un vero e proprio “cinema on demand”.
L’hotel diventa, quindi, un viaggio in sé, un’esperienza dove il lusso significa comfort, agio, umanità e libertà. C. P.