Il commento del direttore
Remo Vangelista
Gareggia tra i migliori resort golfistici a livello europeo (accanto a destinazioni apprezzate come Scozia e Irlanda), ma oggi Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel riesce a far leva sul territorio unico, la Val d’Orcia, per presentare un’offerta che pochi altri possono vantare, non solo per i golfisti ma anche per famiglie e accompagnatori.
Lo racconta Nicola Migheli, managing director, intercettato agli inizi di una stagione estiva che si preannuncia molto positiva: “Il golf rappresenta uno degli elementi distintivi dell'esperienza di Castiglion del Bosco e contribuisce in maniera significativa ad attrarre una clientela internazionale di fascia alta. Più che un prodotto a sé stante, è parte integrante di un'offerta che combina sport, natura, benessere, gastronomia, tradizioni e scoperta del territorio”.
Negli ultimi anni avete investito in eventi on site dedicati al golf (la Golf Week a luglio, la Rosewood CdB Golf Cup a novembre). Quanto incidono nella generazione di nuove prenotazioni?
Gli eventi golfistici rappresentano per noi un'importante opportunità per valorizzare non solo il campo, ma l'intera esperienza di Castiglion del Bosco. I tornei vengono affiancati da un ricco programma di attività che permette agli ospiti di immergersi nella cultura e nello stile di vita toscano attraverso degustazioni, esperienze enogastronomiche, attività wellness e momenti alla scoperta del territorio.
Questo approccio ci consente di soddisfare contemporaneamente sia i giocatori che i loro accompagnatori, creando la perfetta combinazione tra sport, relax ed esperienze locali. È proprio questa capacità una certa varietà di attività, differenti ma complementari, che contribuisce a rafforzare la notorietà della destinazione e a generare nel tempo nuove opportunità di prenotazione e fidelizzazione
Quali margini di crescita vede per l'Italia come destinazione?
L'Italia possiede un potenziale ancora inesplorato rispetto a destinazioni più mature come Spagna, Portogallo o Scozia. Abbiamo paesaggi straordinari, un patrimonio culturale unico e una tradizione enogastronomica senza eguali. Sempre più golfisti cercano destinazioni che possano offrire molto più del semplice campo da gioco, e in questo senso l'Italia ha tutte le caratteristiche necessarie per rafforzare il proprio posizionamento.
Quali soni i vostri mercati principali di provenienza?
Gli Stati Uniti, che rappresentano il nostro mercato principale, seguiti da Uk, Brasile, Cina e Germania. Si tratta di una clientela che apprezza particolarmente la possibilità di vivere il golf all'interno di un contesto unico come la Val d'Orcia.
In che modo il golf contribuisce ad allungare la stagione turistica?
Nella nostra tenuta, il golf rappresenta un’enorme opportunità, che può supportarci per favorire la destagionalizzazione. La Toscana offre condizioni climatiche ideali per giocare durante gran parte dell'anno e negli ultimi abbiamo investito ulteriormente nelle infrastrutture del campo, con importanti interventi sul sistema di drenaggio e sulla qualità complessiva del percorso.
Questi investimenti ci consentono oggi di garantire condizioni di gioco eccellenti anche nei periodi primaverili e autunnali, aumentando l'attrattività della destinazione oltre i tradizionali mesi estivi. Il golfista internazionale tende inoltre a pianificare con largo anticipo, soggiornare più a lungo e ricercare esperienze di alto livello, contribuendo in modo significativo all'economia della destinazione.
Quali nuove esigenze e aspettative state intercettando oggi?
Osserviamo una crescente ricerca di autenticità, personalizzazione e benessere. Gli ospiti desiderano vivere esperienze esclusive ma al tempo stesso genuine, capaci di creare un legame reale con le persone che incontrano.
Anche nel segmento golfistico assistiamo a una progressiva evoluzione. Il campo da golf rimane centrale, ma sempre più spesso viene inserito all'interno di un'esperienza più ampia che include gastronomia, wellness, attività all'aria aperta, momenti da condividere con la famiglia e scoperta della zona.
Quali mercati stanno trainando maggiormente le prenotazioni estive?
Gli Stati Uniti continuano a rappresentare il nostro principale mercato di riferimento e stanno trainando in modo significativo le prenotazioni per la stagione estiva 2026. Osserviamo inoltre una domanda molto positiva da parte di alcuni mercati internazionali consolidati, confermando il forte appeal della Toscana nel segmento del lusso. Dal punto di vista delle tendenze, inoltre, registriamo una crescente richiesta di esperienze personalizzate e una maggiore attenzione alla privacy.
A circa un anno e mezzo dal suo ingresso come managing director, quale bilancio si sente di fare?
Abbiamo lavorato per consolidare ulteriormente il posizionamento internazionale di Castiglion del Bosco, investendo costantemente nella qualità dell'esperienza ospite, nello sviluppo delle persone e nell'arricchimento dell'offerta. Credo fortemente che il successo di una struttura come la nostra nasca prima di tutto dalla qualità del team e dalla capacità di creare una cultura orientata all'eccellenza.
I risultati raggiunti sono certamente incoraggianti, ma considero questo un percorso in continua evoluzione. Continueremo a investire nelle persone, nell'innovazione dell'esperienza e nel rafforzamento del legame con il territorio, mantenendo sempre al centro ciò che rende Castiglion del Bosco una destinazione unica.