Il commento del direttore
Remo Vangelista
L’inverno alle porte è un nuovo banco di prova per il trasporto aereo, ma il ceo di Wizz Air József Váradi si mostra positivo in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore il 6 ottobre: “Il prezzo del jet fuel, passato dai 700-800 dollari per tonnellata precedenti al conflitto agli attuali 1.500-1.600 dollari, continua a rappresentare il principale elemento di pressione sui conti. Ma la domanda ha ripreso a crescere dopo il brusco rallentamento seguito allo scoppio della guerra e i ricavi stanno mostrando segnali di rafforzamento”.
Le tariffe, secondo il ceo della compagnia, stanno aumentando di circa il 3%, senza tuttavia riuscire ancora a compensare integralmente il caro fuel. Wizz Air ha quindi scelto di rallentare, scrive ancora il quotidiano economico: “La crescita della capacità prevista per i prossimi mesi è stata ridotta dal precedente 30% a circa il 20% - dice Váradi - Una decisione che consente di mantenere l’espansione preservando al tempo stesso la redditività”.
Una strategia per il vettore con tre punti fermi: liquidità (il quotidiano scrive che la compagnia dispone di 2,35 miliardi di euro di cassa), efficienza della flotta e copertura del carburante per i prossimi sei mesi.
Nel 2026 Wizz Air prevede di aggiungere 15 aeromobili in Italia, arrivando a 46 velivoli. L’interesse è verso il network domestico, insieme ai collegamenti tra gli aeroporti italiani e la Spagna. A Napoli, inoltre, Wizz Air sta aumentando la propria presenza dopo la decisione di Volotea di ridurre le operazioni: “Se alcuni vettori sono costretti a ritirarsi, quelli finanziariamente più solidi possono occupare gli spazi lasciati liberi” conclude Váradi nell’intervista.