Voli, prezzi ancora
alle stelle: i dati
di Skyscanner

Il nodo dell’aumento delle tariffe dei voli è tutt’altro che risolto, anche perché non accenna a rallentare l’aumento dei prezzi del petrolio, che si traduce inevitabilmente in un rincaro dei costi del carburante per aerei. Questo nonostante le rassicurazioni dell’Iran sull’apertura dello Stretto di Hormuz che, nonostante non sia mai stato formalmente chiuso, è comunque di fatto interdetto al passaggio di navi americane e israeliane e resta ancora difficile da attraversare anche da parte delle altre unità, dopo l’azzeramento del traffico dei giorni scorsi.

I primi segnali di aumento delle tariffe sono già apparsi la scorsa settimana su diverse rotte internazionali. I voli tra Asia ed Europa hanno infatti subito forti rincari dopo che la chiusura dello spazio aereo e la ridotta capacità negli hub del Golfo hanno costretto le compagnie aeree a dirottare i servizi.

In base a quanto riportato da TravelMole oggi Skyscanner indica, ad esempio, una tariffa media di 1.650 euro per un volo di sola andata in classe economica da Londra a Singapore, sia con Malaysia Airlines via Kuala Lumpur che con Singapore Airlines, con partenza il 21 marzo. Da notare che la tariffa media di sola andata in classe economica, prima della guerra, era di 650 euro.

Skyscanner mostra anche un prezzo a partire da 767 euro per un volo di sola andata nella stessa data tra Francoforte e Mumbai con Air India, circa il doppio del prezzo medio normale in classe economica.

Le conseguenze sul turismo

Gli analisti del settore affermano che la tendenza potrebbe estendersi ulteriormente, poiché i costi del carburante continuano a ripercuotersi sui prezzi delle compagnie aeree. Gli esperti stimano che le tariffe transatlantiche aumenteranno di circa il 6-10% per alcune compagnie aeree, mentre le rotte a lungo raggio dell’Asia Pacifico potrebbero registrare rincari oscillanti tra l’8 e il 15% a causa del maggiore consumo di carburante e delle tratte più lunghe per evitare le chiusure o limitazioni degli spazi aerei.

Le conseguenze potrebbero estendersi oltre il settore dell’aviazione. Tariffe aeree più elevate, combinate con un’inflazione più ampia, potrebbero infatti frenare la spesa dei consumatori, rallentando potenzialmente la domanda turistica globale nel corso dell’anno.

Se questa tendenza al rialzo della tariffe aeree dovesse continuare si prevede che le destinazioni in Medio Oriente risentiranno dell’impatto più immediato, ma anche i mercati fortemente dipendenti dai viaggi a lungo raggio potrebbero registrare una domanda più debole.

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