Ivana Jelinic, Enit: la formula italiana

Mare, cultura e lifestyle: un’alchimia speciale che rende l’Italia una destinazione unica al mondo.Tre elementi che ormai sono diventanti inscindibili nella percezione della Penisola all’estero.
A spiegare la ‘magia’ dell’Italia è Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit, che non ha dubbi: a vincere è “il binomio patrimonio naturalistico-città d’arte”. Ma non solo: “Lo stile di vita italiano - aggiunge - batte e resta impresso più dei beni d’alta gamma” diventando così “il primo propulsore per tornare ancora in Italia”.

Questa combinazione di elementi consentirà al nostro Paese, stando alle previsioni, di recuperare tutto quanto perso durante gli anni della pandemia e arrivare “quasi al sorpasso dei numeri del 2019, anno record per il settore con 436,74 milioni di notti”.

I bacini
Per quanto riguarda i mercati di riferimento, “anche dai Paesi di prossimità emerge una tendenza alle località di mare (36,8 per cento) e alle città d’arte (31,7 per cento); in particolare, Il 61,5 per cento degli austriaci ha affermato di essere stato in una località balneare, dato che scende (46,8 per cento) per svizzeri e per i tedeschi (41,8)”. Per quanto riguarda la spesa, invece, gli statunitensi si dimostrano i più prospensi a mettere mano al portafoglio. “Chi spende meno, invece, proviene da Francia e Austria”.

Dando uno sguardo alla stagione nel suo complesso “in base alle previsioni - prosegue l’a.d. di Enit - la platea dei turisti dovrebbe essere composta per il 14,6 per cento da spagnoli, per il 12,7 per cento da statunitensi e per il 12,3 e 12,2 per cento da svizzeri e austriaci. Il picco di turisti dovrebbe coincidere con la stagione estiva, che dovrebbe ospitare circa la metà del flusso complessivo”. E proprio su questo ultimo dato si basa la strategia dell’ente per la promozione turistica: “Stiamo puntando ad azioni specifiche di marketing che tengano conto del fatto che la stagione in cui l’Italia ha raccolto il maggior numero di visitatori è quella estiva, selezionata dal 68,7 per cento dei partecipanti alla ricerca, così come occorre tener presente le differenze tra popolazioni: ad esempio gli austriaci tendono a visitare l’Italia più della media complessiva in estate”.

Prospettive
La propensione a venire nel nostro Paese, comunque, è in crescita, dal momento che, secondo i dati comunicati da Jelinic, il 37,7 per cento degli intervistati afferma di avere intenzione di farlo nel corso del 2023: un aumento di 8 punti percentuali sul dato dell’ultimo quinquennio.

Un trend che incoraggia l’ente a “rafforzare l’Italia turistica sui mercati di riferimento, ma anche a espanderne la conoscenza in nuovi mercati come il Kazakistan e gli Emirati Arabi”.
Francesco Zucco

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