Conti in tasca agli aeroporti italiani: ecco i finanziamenti erogati alle low cost

A oggi si quantifica in oltre 81 milioni di passeggeri il traffico low cost in Italia, circa il 49,5 per cento del totale. Volumi importanti, che però costano cari ai conti degli aeroporti. Non è mistero che nel corso dell’ultima decade diversi scali minori abbiano erogato incentivi alle compagnie low fare per raggiungere numeri di traffico importanti o aggiudicarsi collegamenti strategici, sotto forma di accordi di co-marketing o di sviluppo incoming. Costi che ha quantificato Repubblica e che in alcuni casi sono passati sotto la lente delle autorità giudiziarie.

Secondo i dati diffusi dal quotidiano, ad erogare i maggiori sovvenzionamenti nel 2016 è stato l’aeroporto di Orio al Serio. Lo scalo di Milano Bergamo ha corrisposto a Ryanair una somma di 33 milioni di euro. Una cifra che non ha eguali nella Penisola e che ha garantito allo scalo collegamenti di punta e conseguenti traffici di passeggeri che lo hanno portato a diventare il terzo aeroporto italiano per traffico, con 8,3 milioni di pax movimentati nei primi otto mesi del 2016.

Bologna e gli altri
Segue poi l’aeroporto di Bologna, che per i collegamenti low cost ha messo sul campo 24 milioni di euro. Quattordici milioni è la somma stanziata da Aeroporti di Puglia e Aeroporti Toscana.
Altra somma importante è quella stanziata dall’aeroporto di Torino: 8,7 milioni di euro.

I più piccoli
Di minore entità ma pur sempre rilevanti quelle di Trapani e Comiso (6 milioni di euro), Napoli (5,5 milioni) e Pescara (5 milioni).

Seguono poi Venezia-Treviso (3,5 milioni di euro), Ancona (3 milioni) e Genova (2,8 milioni). Ammontano infine a 1,5 milioni e 600mila euro i finanziamenti di Alghero e Cuneo.

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