Michael O’Leary, Ryanair'Alcuni vettori cederanno'

Era dai tempi degli strali sulla Brexit, quando prospettava il rischio di stop ai collegamenti da e per la Gran Bretagna, o dai dubbi sul futuro di Norwegian che Michael O’Leary non si lanciava nelle sue ormai ‘tradizionali’ profezie legate al trasporto aereo, in particolare quello europeo.

Il vulcanico ceo di Ryanair però non ha saputo resistere a lungo e in occasione della presentazione dei dati di bilancio, forte di utili record da 1,45 miliardi di euro, ha lanciato il suo monito ai competitor, siano essi low cost o major: “Ci sono compagnie che non riescono a fare utili con il petrolio a 40 dollari – è andato dritto al punto il manager -. Con la prospettiva del greggio a 80-100 dollari alcune di loro non supereranno l’inverno”.

Nuovi investimenti
Nessun nome, questa volta, ma nel gruppo ovviamente non ci sarà la sua Ryanair, considerati i risultati ottenuti e le prospettive di investimenti massicci ribaditi ancora una volta: la compagnia punta a raggiungere i 139 milioni di pax contro i 130 di quest’anno, guarda a nuovi accordi e programma un forte lavoro per fare crescere Laudamotion, dopo l’acquisto del 25 per cento e l’ambizione di arrivare fino al 75 per cento del capitale. Per il vettore di Niki Lauda si prospetta una flotta fino a 50 aerei, un’iniezione di oltre 100 milioni di euro e l’ingresso nel mondo Airbus.

Le previsioni
Michael O’Leary, comunque, ha preferito mantenersi cauto anche per quanto riguarda il futuro di Ryanair. Il quadro generale non entusiasma il ceo e il peso del caro carburante si farà sentire. Meglio allora andarci piano e prevedere per il prossimo bilancio anche un calo degli utili. Partendo però da una base, gli attuali 1,45 miliardi, che suona come un grande tesoro.

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