Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il sistema dei bus turistici italiano è in difficoltà. È quanto emerge dal convegno ‘Senza Autisti, Senza Viaggi! Futuro a rischio per i Bus Turistici e per tutto l’autotrasporto’ alla Camera dei Deputati.
Fra le principali evidenze del convegno, il valore del comparto. Il trasporto turistico, infatti, ha un impatto economico di circa 2,5 miliardi di euro e oltre 20.000 addetti sul sistema Paese. “In una fase in cui il turismo italiano punta sempre più alla delocalizzazione dei flussi e alla valorizzazione delle destinazioni meno servite dalle grandi infrastrutture, il ruolo dei bus turistici diventa fondamentale – ha detto Gianluca Caramanna, consigliere del ministro del Turismo per i rapporti istituzionali -. Per questo è necessario continuare a sostenere il settore, intervenendo sui costi, sulla formazione e sulla carenza di autisti qualificati”.
Il tema della carenza di autisti è la principale questione che crea problemi al comparto. “La carenza di autisti rappresenta oggi una delle principali emergenze per il trasporto persone, in Italia e in Europa. Nel nostro Paese mancano tra gli 8.000 e i 10.000 conducenti, mentre l’età media della categoria continua ad aumentare e i giovani faticano ad avvicinarsi alla professione – spiega Andrea Camertoni, direttore An.bti – Confcommercio -. È necessario intervenire con misure concrete per ridurre i costi di accesso, favorire il ricambio generazionale e valorizzare una figura professionale essenziale per la mobilità del Paese”.
Secondo Riccardo Verona, presidente di An.bti – Confcommercio “la carenza di autisti non nasce per caso e, come categoria, dobbiamo avere il coraggio di interrogarci anche su ciò che non ha funzionato negli ultimi anni. Se siamo arrivati a questo punto, evidentemente le responsabilità sono condivise: delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni e dell’intero sistema. Oggi fare l’autista turistico richiede competenze sempre più elevate, responsabilità crescenti e grande disponibilità personale, ma a fronte di ciò la professione ha perso attrattività economica e sociale. Per questo serve una riflessione concreta sui redditi degli autisti e sulla valorizzazione del loro ruolo”.