Thailandia, obiettivo qualità: dal 2022 nuova tassa di soggiorno

Il lungo stop dovuto alla pandemia ha fornito a molte destinazioni turistiche la possibilità di ripensare al loro modello di accoglienza. Così è stato per la Thailandia, che dopo essere stata chiusa da marzo 2020 sta ora cercando di concentrarsi su un mercato di qualità.

E così il Centro tailandese per l’amministrazione della situazione economica ha approvato un piano per introdurre una tassa di soggiorno di 500 baht (meno di 15 dollari) a favore di un ‘fondo di trasformazione del turismo’.
Secondo il Bangkok Post, citato da TravelPulse, il Ministero del Turismo e dello Sport comincerà a riscuotere l’imposta dai turisti il prossimo anno. Inizialmente la proposta era di 300 baht, poi aumentati a 500 per avviare ulteriori progetti, come spiega il governatore della Tat Yuthasak Supasorn.

Obiettivo 10 milioni di arrivi
Il governo prevede che il fondo possa generare 5 miliardi di baht nel 2022, supponendo che la nazione ospiti circa 10 milioni di arrivi stranieri. Il capitale raccolto è destinato ad aiutare la Thailandia a ristrutturare la sua industria turistica per riconvertirla da incoming di massa a un modello di alto valore economico, basato sulla qualità dell’accoglienza e l’attenzione all’ambiente. “Il fondo - afferma Supasorn - non è destinato a riparare le perdite finanziarie subite dovute alla pandemia, ma piuttosto a sostenere la crescita economica locale a lungo termine”.

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