La Martinica riparte dai tesori Unesco

Fascino caraibico, ma servizi di livello europeo. In un periodo di forti incertezze internazionali, la Martinica torna a proporsi in Italia con la consapevolezza di rappresentare - in quanto territorio d’Oltremare Francese - uno degli approdi più sicuri e accessibili di tutta l’area del Golfo del Messico.

“Prima della pandemia - spiega Fraçois Jock, press relation and marketing manager Martinique Tourism Authority (nella foto) - contavamo una media di un milione di visitatori internazionali all’anno, di cui circa 4mila italiani. Grazie ai voli diretti di Air France ed Air Caraibes da Parigi, il prossimo inverno sarà per noi la prima vera occasione di rilancio, per quanto molti croceristi europei siano già tornati a far base in Martinica dai 2 ai 7 giorni prima dell’imbarco”.

Con una capacità di 16mila camere principalmente ospitate in boutique hotel, l’isola è un paradiso del trekking con 180 km di sentieri escursionistici, sempre più richiesti dopo che l’Unesco ha riconosciuto nel 2021 l’intera area terrestre e marina del vulcano Pelée come Riserva mondiale della Biosfera. Solo un anno prima era stato invece attribuito il riconoscimento di Patrimonio culturale immateriale a 'La Yole', imbarcazione di origine indigena attorno a cui ruota il festival più importante della Martinica, insieme agli Chanté Nwel, i canti creoli di Natale. A. C.

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