Il commento del direttore
Remo Vangelista
Proseguono le indagini sulle cause dell’incendio divampato al Viva Dominicus Beach e sulle circostanze che hanno portato alla morte di una turista italiana. Secondo le prime ricostruzioni del Centro Operativo di Emergenza dominicano, il rogo si sarebbe “propagato rapidamente”, alimentato dal vento e favorito dalla presenza del tetto in paglia del resort.
Al momento dell’incendio, la struttura registrava un tasso di occupazione dell’84%, con circa 1.700 ospiti presenti, tra cui 285 italiani.
La direzione dell’hotel, riporta TravelWeekly, ha provveduto a trasferire gli sfollati in altre strutture di Punta Cana e Bayahibe e sta collaborando con la polizia locale per agevolare la presentazione delle denunce da parte degli ospiti che ne avessero necessità.
Nel frattempo, circa la metà degli ospiti italiani presenti nel resort è rientrata in Italia a bordo di un volo Neos, compagnia di Alpitour World, tra gli operatori che commercializzano nella Penisola la struttura di Bayahibe.
Contattato dall’Ansa nelle ore successive all’incendio, il Gruppo ha dichiarato: “Stiamo seguendo con la massima collaborazione con le autorità internazionali e nazionali l’evoluzione della situazione e in modo prioritario siamo impegnati nell’assistenza ai nostri clienti. Analogamente stiamo offrendo ai clienti in partenza nei prossimi giorni sistemazione in alberghi alternativi”.