Donatella Bianchi e il turismo da difendere

10/07/2020
15:55
 

Donatella Bianchi, storica conduttrice di 'Linea blu' su Rai1, presidente del WWF Italia, direttrice del Parco Nazionale delle Cinque Terre è stata componente della task force di esperti del Governo per la Fase 2.

Dall'esperienza maturata nel lungo viaggio lungo i litorali del Mediterraneo nasce 'L'eredità del mare', un omaggio alla bellezza del Mare Nostrum, patrimonio storico, sociale, turistico, ambientale ed economico di inestimabile valore per il nostro Paese.

Come è stata l’esperienza come componente Task Force di esperti del Governo per la fase 2?
Intensa e certamente molto impegnativa. Ho portato un contributo di quella che è stata definita la rivoluzione verde, una transizione ecologica che viene tratteggiata nel documento che poi sarà chiaramente accompagnata da piani e azioni.

Il suo ultimo libro 'L’eredità del mare' tratta temi legati all’ecologia e al turismo...
Il mio libro fotografa la fragilità del Mar Mediterraneo che è bellezza, paesaggio, cibo, cultura, turismo, ma soprattutto un bacino di biodiversità più ricco al mondo ma anche molto vulnerabile e sofferente in questo momento.

E dal punto di vista turistico che percezione ha?
Abbiamo un potenziale turistico ancora inespresso legato al paesaggio e alla bellezza, alla natura che è pari almeno a quello delle città d'arte. Potremmo vivere solo di questo: di turismo, arte, cultura, moda e gastronomia, il made in Italy, quello che ci ha reso grandi nel mondo. Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese.

C'è una forma di turismo che secondo lei va più incoraggiata?
Credo nel turismo lento che è quello che ti consente di capire dove sei, dormire in luoghi che scegliamo anche solo per visitarli e conoscerli per godersi l'alba o un tramonto, parlare con le persone come se fossero nostri vicini di casa. Quella è la dimensione più importante del viaggio, cogliere l’essenza della località.

È tornata in Rai con Linea Blu. Come è stato rientrare in questo periodo?
È stata una partenza un po’ strana perché ci siamo trovati in piena emergenza però con la voglia di portare al pubblico un po’ di atmosfere e bellezze. È stato faticoso perché purtroppo ci si muoveva in un mondo deserto, non vedere una barca per ore e miglia è una cosa a cui non siamo abituati come vedere quanta natura si è manifestata e reimpossessata del suo habitat.

(Photo credit: Maurizio D'Avanzo)


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