Il commento del direttore
Remo Vangelista
Da una fase d’instabilità si sta passando a una condizione di difficoltà del mercato. Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’aggiornamento dell’osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato su un campione di agenzie di viaggi in tutto il territorio nazionale.
I dati non lasciano spazio a dubbi: a un mese dalla prima rilevazione, infatti, il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (prima era l’83,5%), il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima e nessun operatore prevede una crescita nel 2026.
Emerge marcatamente, inoltre, il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti, indecisi soprattutto a causa dell’allarme jet fuel. Il 53% di loro manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in sé (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
L’esigenza della consulenza
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi, prudenti e con un’accresciuta esigenza di consulenza generale. Tutti gli operatori, infine, segnalano un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite).
Il cliente arriva in agenzia, dunque, già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
“I dati - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale”.
La scelta di prossimità
Tra le mete, oltre all’annullamento pressoché totale di quelle mediorientali, soffrono in particolare l’Egitto (segnalato dal 45% degli operatori) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, mentre la destinazione Usa resta molto sottotono (10,5%). Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa con short break e crociere. Si consolida, quindi, una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento e il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione.
“L’esposizione mediatica su temi come il jet fuel - conclude Pellegrino - sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato”.