Il commento del direttore
Remo Vangelista
Segnali positivi per il turismo organizzato, dopo mesi segnati dalle tensioni geopolitiche. È il dato che emerge dall’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria di luglio 2026: secondo i dati, il 64% delle agenzie di viaggi vede le vendite estive, rispetto al mese precedente, come stabili o in crescita.
La ripresa delle ultime settimane, tuttavia, non appare sufficiente a compensare il volume di vendite perduto nella fase decisiva della programmazione estiva. Permane, infatti, un’area di sofferenza ancora molto ampia, che interessa il restante 36% del campione. Il miglioramento congiunturale non modifica infatti la valutazione sull’intero esercizio: soltanto un’agenzia su quattro prevede di chiudere il 2026 con risultati pari o superiori a quelli del 2025. Circa il 75% degli operatori stima invece un consuntivo annuale negativo e, per il 42,1%, la flessione sarà marcata.
Secondo Aidit, la ripresa è di fatto tardiva. Il recupero delle prenotazioni nelle ultime settimane non è in grado di ricostituire integralmente il portafoglio di vendite che normalmente si forma nei mesi dell’advance booking.
Soltanto l’11,6% delle agenzie registra tempi di prenotazione comparabili a quelli dello scorso anno. Per il 46% del campione la finestra di acquisto si è sensibilmente accorciata, mentre il 33,6% rileva un’esplicita prevalenza del last minute. Il dato conferma che il desiderio di viaggiare non è venuto meno, ma è stato a lungo frenato dalla cautela. Le paure legate alla possibilità di non partire o alla continuità operativa dei collegamenti aerei sembrano essersi ridimensionate. Resta invece molto forte il condizionamento economico determinato dal costo dei trasporti, in particolare dei biglietti aerei: l’87,5% delle agenzie afferma che l’aumento dei prezzi incide, con intensità diversa, sulle scelte dei clienti.
Le preferenze dei viaggiatori, secondo l'osservatorio Aidit, si orientano principalmente verso Italia ed Europa mediterranea. Tra le destinazioni e i prodotti maggiormente richiesti figurano anche Egitto, Mar Rosso e crociere. Il Nord Europa sembra aver beneficiato di una maggiore attenzione verso prodotti percepiti come affidabili, climaticamente gradevoli e adatti a un viaggio più consapevole.
Per il 41,4% delle agenzie, il budget medio destinato alla vacanza resta inferiore ai 2.000 euro; per circa un terzo si colloca invece tra 2.000 e 3.000 euro.
“I dati ci consegnano finalmente un segnale di ripresa e confermano che gli italiani non hanno perso il desiderio di viaggiare - commenta Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria -. Le cancellazioni sono ormai residuali, la fiducia sta tornando e le prenotazioni hanno ripreso a muoversi. Dobbiamo però essere molto chiari: una stagione turistica non si costruisce soltanto nelle settimane immediatamente precedenti alla partenza”.
“Il turismo organizzato – continua Pellegrino - ha subito un arresto proprio nei mesi in cui si forma normalmente la parte più consistente delle vendite estive. Il recupero attuale è positivo, ma arriva troppo tardi per compensare integralmente il danno accumulato. Tre agenzie su quattro prevedono ancora di chiudere il 2026 sotto i risultati dell’anno precedente”, sottolinea.
Le cause di questi dati per Pellegrino sono chiare. “L’esposizione mediatica sulle possibili conseguenze della crisi mediorientale e sul jet fuel ha alimentato nei consumatori timori spesso sproporzionati rispetto alla realtà operativa, inducendo molti a sospendere o rinviare la prenotazione. Oggi il mercato dimostra che la voglia di partire era rimasta intatta: si è semplicemente concentrata sul last minute. Questo riduce la capacità di programmazione delle imprese, restringe la disponibilità dei prodotti migliori e può rendere più difficile trovare le condizioni economiche desiderate”.