Compagnie aeree, Saf
e tariffe ‘green’:
cambiano le strategie

Il trasporto aereo fa ammenda sulla comunicazione green. Anche Lufthansa abbandona la parola green dal proprio piano tariffario. La decisione avviene in ottemperanza alle norme europee contro il greenwashing, che condannano l’abuso della terminologia verde usata in comunicazione dalle aziende, per invogliare il cliente ambientalista, senza che poi le parole corrispondano ai fatti.

Tutto ha avuto origine una denuncia dell’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), da cui è scaturita, nell’aprile 2024, un’indagine europea nei confronti di 21 compagnie aeree, accusate di ricorrere a pratiche di marketing ambientale ingannevoli. Nel novembre 2025 l’Ue ha ottenuto da tutti i vettori coinvolti l’impegno a modificare le dichiarazioni ambientali potenzialmente fuorvianti, intensificando così la lotta contro il ‘greenwashing’ nel settore dell’aviazione.

I vettori coinvolti

Le compagnie aeree coinvolte erano: Air Baltic, Air Dolomiti, Air France, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings, easyJet, Finnair, Klm, Lufthansa, Luxair, Norwegian, Ryanair, Sas, Swiss, Tap Air Portugal, Transavia France, Transavia Netherlands, Volotea, Vueling e Wizz Air. In base all’accordo raggiunto, le compagnie aeree non possono più suggerire ai passeggeri che, pagando un supplemento sia possibile neutralizzare, compensare o ridurre direttamente le emissioni di carbonio generate dal proprio volo.

La nuova comunicazione di Lh

Da qui la recente decisione di Lufthansa di ritirare le sue ‘Green Fares’ (tariffe ‘verdi’) e di trasformarle in ‘Impact Fares’ (tariffe ‘a impatto’). Lufthansa dichiara ora apertamente di utilizzare un volume aggiuntivo di Saf (carburante per aviazione sostenibile) pari al 20% delle emissioni di CO2 stimate per i voli sulle rotte europee, e al 10% per i voli intercontinentali.

Secondo la compagnia aerea, la nuova denominazione riflette meglio il contributo dei clienti alla sostenibilità nel settore dell’aviazione. Un mercato che vale oltre cinque milioni di passeggeri, da qui il dubbio di alcuni legislatori: può la semplice modifica della terminologia utilizzata per una tariffa o una campagna di marketing, garantire la conformità alle norme, qualora le affermazioni sottostanti rimangano fuorvianti? L’Europa per ora si dichiara soddisfatta.

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