Il commento del direttore
Remo Vangelista
La First è viva, malgrado molti vettori abbiamo abbandonato la classe di servizio più alta. Costi di gestione importanti e investimenti pesanti per la fase di commercializzazione hanno spinto alcuni operatori a concentrare i loro sforzi sulla business. Riconfigurando, quindi, gli aeromobili per aumentare lo spazio nella classe d'affari, lasciando però il segmento di alta gamma.
Discorso, invece, che non sembra toccare Emirates. Il vettore, dopo aver riportato l’operativo sui livelli ottimali preconflitto del Golfo, mantiene alta l’attenzione per la First. Concetto espresso bene da Marco D’Ilario, direttore per l’Italia della linea aerea di Dubai, che ha spiegato a TTG Italia: “Partiamo con il dire che la First non è soltanto una cabina: rappresenta una parte importante dell’identità di Emirates e un laboratorio nel quale sperimentiamo nuovi standard di comfort, privacy e servizio. Il lusso sta cambiando: oggi significa spazio personale, libertà, semplicità, attenzione autentica e un’esperienza coerente dall’arrivo in aeroporto fino alla destinazione finale. Le nostre suite private, il servizio con autista, le lounge e i prodotti iconici come le Shower Spa dell’A380 dimostrano che la First resta centrale nella nostra visione”.
Emirates, come ammesso dallo stesso D'Ilario, ha vissuto un avvio d’anno complesso, “ma fortunatamente oggi quelle difficoltà appartengono al passato. L’estate si è, infatti, chiusa oltre le nostre aspettative: tra luglio e agosto abbiamo trasportato oltre 8,6 milioni di passeggeri nel mondo e, sulle rotte da e verso l’Asia occidentale, l’Europa, il Medio Oriente, le Americhe e l’Africa, i coefficienti di riempimento hanno superato il 75%”.