Il commento del direttore
Remo Vangelista
Nei prossimi mesi la carenza di jet fuel potrebbe pesare più sul Regno Unito, che sui Paesi dell’Unione europea. La previsione è del ceo di Ryanair, Michael O’Leary, secondo cui il mercato del trasporto aereo britannico sarebbe attualmente più esposto ai rischi della crisi energetica.
La ragione risiederebbe nei bacini di rifornimento. Il Regno Unito, ha spiegato il manager a Il Sole 24 Ore, “prende il carburante dal Kuwait. Mentre per gli altri Paesi europei non ci prevedono carenze in maggio e probabilmente anche per giugno, perché si riforniscono dalla Norvegia, dall’Africa Occidentale, dagli Stati Uniti e anche dalla Russia, ma questo non lo si può dire”.
Tuttavia, il numero uno di Ryanair auspica un allentamento delle tensioni prima dell’estate. “Nessuno sa che cosa succederà. Al momento quello che sembra chiaro è che se la guerra dovesse finire a fine aprile o inizio maggio, non ci saranno problemi per l’approvvigionamento dei carburanti durante l’estate, ma se dovesse proseguire non sappiamo”.
Nel frattempo, l’effetto del conflitto - e della conseguente crisi energetica - sui costi operativi della low cost si è fatto sentire: “La guerra ci è già costata 50 milioni di dollari in più di carburante soltanto ad aprile - ha rivelato O’Leary -. Se dovesse continuare e il prezzo dovesse rimanere a 150 dollari al barile, in un anno questa voce potrebbe salire a 600 milioni di dollari”.