Voto Ue, l’sos delle compagnie regionali: “Costi normativi eccessivi per noi”

“Le compagnie aeree regionali rischiano di diventare il bersaglio di un tiro alla fune politico”. Montserrat Barriga, direttore generale dell’ERA - European Regions Airline Association, esordisce così a proposito del voto del Parlamento europeo sulla revisione del regolamento Ue sui diritti dei passeggeri aerei.

Secondo l’associazione, sebbene il rafforzamento dei diritti dei passeggeri sia un obiettivo condiviso, l’esito del voto riflette un processo plasmato più dal posizionamento politico che dalle realtà operative ed economiche. “I membri dell’ERA - continua Barriga - gestiscono oltre 1.000 rotte uniche, ma quando il risarcimento può raggiungere il doppio o il triplo del prezzo del biglietto il risultato non è un rafforzamento dei diritti dei passeggeri, ma una riduzione dei collegamenti aerei essenziali per gli isolani, le regioni remote e i pendolari che fanno affidamento su questi servizi”.

Come riporta TravelDailyNews le decisioni del Parlamento europeo rischiano dunque, secondo l’associazione, di trasformare un dossier sui diritti dei passeggeri in un ostacolo alla mobilità quotidiana dei cittadini europei, trascurando l’impatto sulle compagnie aeree regionali”.

L’associazione sottolinea inoltre che le compagnie aeree regionali operano generalmente con margini inferiori, il che le rende particolarmente sensibili ai costi normativi che possono essere gestibili per i vettori più grandi, ma sproporzionati per gli operatori più piccoli.

Un quadro normativo che, dunque, rischia di essere punitivo per l’aviazione regionale, nonostante gli sforzi compiuti da queste compagnie aeree per evitare cancellazioni e mantenere i servizi, soprattutto sulle rotte in cui forniscono l’unico collegamento aereo disponibile e, in molti casi, l’unica opzione di trasporto praticabile.

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