Il commento del direttore
Remo Vangelista
Si terrà nel weekend 21-22 marzo la 34esima edizione delle Giornate Fai di Primavera. Un appuntamento fisso con la cultura italiana, che dalla sua fondazione ha consentito a oltre 13,5 milioni di italiani di scoprire alcuni dei tesori più nascosti del patrimonio artistico nazionale. In occasione delle Giornate Fai di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane.
“Le Giornate del Fai di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos'è il Fai e cosa fa ogni giorno – spiega il presidente Marco Magnifico -. Non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro”.
Tra le novità di questa edizione, un inedito itinerario per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, con una selezione di aperture in 8 regioni che valorizzeranno la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia, come quella del Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco a Ripacandida - la “piccola Assisi lucana” - decorato con affreschi del ‘500 e riconosciuto nel 2010 dall’Unesco “monumento messaggero di cultura di pace”, e del Complesso francescano di San Bernardino a Caravaggio, con un prezioso ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo.
“È fondamentale riscoprire le nostre bellezze per essere consapevoli di un patrimonio immenso che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e valorizzare. L'aspetto più bello è che lo facciamo insieme con il Fai ma soprattutto con tanti giovani, 17 mila Apprendisti Ciceroni, che condurranno tanti italiani a scoprire e riscoprire le nostre bellezze nella bella stagione della primavera” ha commentato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.