Meta forte, ma prezzi alti
Il Mare Italia secondo i t.o.

Chi, a caldo, prevedeva un rimbalzo di clientela in Italia in reazione alla crisi internazionale, deve correggere le aspettative, senza, però, perdere le speranze. “Non va né bene né male, siamo tutti forti sul Mare Italia, un prodotto che c’è e che ci può dare molta sicurezza” rassicura Massimo Diana, direttore commerciale Ota Viaggi, dalla convention Obiettivo X.

Il prodotto si conferma solido. E se Sardegna, Puglia e Sicilia conservano il loro fascino, la Calabria emerge per pricing e servizi. Lo conferma l’interesse dei mercati esteri, che, segnala il group director resorts Bluserena, Marco Masserini, “si affacciano oltre alla Costiera Amalfitana, alle coste ioniche di Calabria e Puglia, in rapida crescita”.

La questione del prezzo

Seppur considerato un contesto stabile e vicino al consumatore, a detta del direttore generale di Futura Vacanze, Stefano Simei, “il Mare Italia costa, nella percezione dei connazionali, e non offre marginalità agli operatori”.

“La potenzialità delle prenotazioni è elevata, ma le famiglie sono umorali rispetto ai prezzi, a cui si aggiungono gli aumenti del quotidiano, e si recheranno solo nelle destinazioni pronte a offrire un’offerta coincidente al loro budget”, osserva Diana.

Bisogna prestare attenzione, dunque, ai Paesi che hanno la capacità economica per riprendersi velocemente, come l’Egitto - dove Sharm sta già ripartendo - o come la Spagna, organizzata per la destagionalizzazione extra estate.

L’attendismo del consumatore impatta su tutte le destinazioni: “Normale avere paura - considera Roberto Maccari, Idee per Viaggiare -, è troppo presto per dire che il Mare Italia sarà la meta del 2026, non ci sono extra prenotazioni dovute alla congiuntura, anche se lo stallo potrebbe favorire un ritorno di buon andamento nel breve termine, stanno tornando le pratiche perché le persone vanno avanti”.

Un punto di partenza

Una visione condivisa da Simei: “Il mare italiano gioverà dal rapido sblocco della situazione, incalzato dall’esigenza di fare vacanza, che è un bene primario”.

Il comparto guarda, quindi, il bicchiere mezzo pieno: “Oltre il 50% degli italiani non ha ancora scelto la vacanza, sono potenziali numeri positivi da considerare”, aggiunge Simei. Si riparte dal Mare Italia, con la speranza di tornare a vendere tutto il resto.

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