Vent'anni fa il tragico incidente che segnò la fine del mito del Concorde

Un’immagine terribile, indimenticabile. L’ultimo Concorde Air France si è fermato a pochi istanti dal take-off, risucchiato in una spirale di fumo. Era il 25 luglio 2000, e il supersonico diretto a New York si incendiò dopo l’impatto con un detrito sulla pista e la conseguente perdita di controllo, andando a infrangersi contro un hotel. A bordo del volo Af4590 c’erano 9 membri dell’equipaggio e 100 passeggeri, quasi tutti tedeschi.

“Ho visto l’esplosione e un fumo alzarsi a forma di fungo, ma nel frattempo dovevo dire qualcosa anche agli altri aeromobili in pista” racconta il controllore di volo del Parigi-Charles de Gaulle, Gilles Logelin, nella ricostruzione dell’incidente che Corriere pubblica a vent’anni di distanza. “Concorde 4590 vediamo delle fiamme dietro di voi” - prosegue corriere -. “Qui Concorde, abbiamo un’avaria al motore 2”.

Due minuti e tredici secondi dopo il decollo, l’aereo dei vip con i colori dell’Air France e biglietti da 10mila dollari si fermava per sempre. Diverso destino, invece, per i Concorde targati British Airways, che proseguirono i viaggi transatlantici ancora per tre anni: il 24 ottobre 2003 cessarono infatti i servizi passeggeri anche da Londra. S. P.

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