Il marketing alberghiero nell’era dell’IA: così la tecnologia sta trasformando la vendita

Dal browser all’IA, dalla seo orientata ai motori di ricerca a quella proiettata nell’era dell’intelligenza artificiale. L’evoluzione della tecnologia sta avendo un impatto importante su tutti i settori e il marketing alberghiero non fa certo eccezione. Le strategie di produzione dei contenuti e di posizionamento online stanno vedendo una rapida evoluzione che si traduce nella necessità di rivedere gran parte delle strategie.

“Alcuni brand alberghieri stanno ripensando completamente la loro presenza online - spiega Anil Aggarwald, ceo di Milestone, azienda che opera nel settore della seo -. I siti web devono essere visibili nel ranking delle intelligenze artificiali. E i contenuti pubblicati devono essere comprensibili alle IA”.

La logica da applicare, di base, non differisce molto dall’era della seo orientata ai motori di ricerca: si tratta di conoscere le regole con cui viene costruita la ricerca e strutturare i contenuti in modo che aderiscano il più possibile ai criteri stabiliti. Quello che cambia del tutto sono, appunto, le regole e i criteri. E questo può costringere a stravolgere l’intero impianto della propria presenza online.

Le potenzialità

Ma l’evoluzione dei sistemi porta anche enormi potenzialità, come quelle legate alla creazione delle campagne online. A spiegarlo, durante il dibattito organizzato a Bit 2026, è Zolon Wilkins, chief developlment officer di Wns, società globale di business process management di recente acquisita da Capgemini -: “Con la IA si possono analizzare grandi quantità di clienti scendendo a livello micro e cercando così di influenzare il comportamento. Possiamo prendere enormi fonti di dati, mettere insieme tutto e segmentare i clienti”. Grazie a questo “le campagne si evolvono continuamente”. Questo ovviamente non vuole dire che l’elemento umano sparirà, come è già stato sottolineato anche in altre sedi. “L’IA affiancherà le persone”, sottolinea Wilkins.

L’intelligenza artificiale avrà un impatto su tutta l’esperienza di prenotazione, come sottolinea Duane Overgaard, presidente di DerbySoft, fornitore di tecnologie per il turismo,, “anche attraverso la scelta e la pubblicazione di immagini”. Ma non solo: anche dal punto di vista dei professionisti, e non solo da quello dei viaggiatori, l’esperienza è destinata a cambiare. Le mutazioni “saranno percepite sia dai clienti sia da chi sta alla reception”, evidenzia Overgaard.

Spesso infatti si è portati a pensare che sono l’utilizzatore finale avrà la percezione della rivoluzione dell’intelligenza artificiale, con l’utilizzo di nuovi strumenti di ricerca o il ricorso alle varie piattaforme per cercare soluzioni. Ma gli strumenti andranno a impattare anche sul modo in cui i professionisti risolvono problematiche o elaborano strategie. L’impatto è significativo su tutti gli elementi della filiera, ultimo ma non meno importante il cliente finale, che comunque non sarà il solo a risentire del profondo cambiamento che il mondo del turismo sta vivendo in questi anni.

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