Il commento del direttore
Remo Vangelista
Le voci intervenute al convegno “Mirabilia 2026: L’identità del saper fare tra patrimonio Unesco, grande cucina e innovazione”, che ha aperto la XIV edizione della Borsa del Turismo culturale e delle produzioni agroalimentari di qualità a Udine, hanno indagato sul valore della cucina italiana e dell’artigianato tipico come elemento competitivo a livello internazionale, amplificato dal recente riconoscimento Unesco.
L’identità culturale rende l’Italia capace di trasformarsi in senso produttivo e innovativo, hanno spiegato gli speaker. Se il riconoscimento Unesco amplifica la risonanza del know-how nazionale, il lavoro di tutta la filiera del turismo e del Made in Italy lo mette a frutto, mettendo in rete territori, imprese e competenze dalla politica istituzionale alle trattative commerciali.
La cucina italiana contribuisce fortemente a creare la destinazione turistica e i prodotti e servizi creati dalle imprese culturali e creative sono l’infrastruttura dell’Italia “che concorre a generare desiderio, fiducia e riconoscibilità e intreccia patrimonio, cultura ed economia” ha affermato Alessandro Rinaldi, vicedirettore generale del centro studi Tagliacarne. L’aumento dell’1% delle presenze turistiche incentiva anche l’export, dato che nutre la diplomazia culturale, il “soft power dell’Italia”.