Il commento del direttore
Remo Vangelista
Le compagnie aeree stanno esagerando. Forse l’aumento del carburante e la fuel surcharge sono però l'ultimo tassello di un malessere che sta montando da tempo sul mercato. Tutti gli attori, ovviamente escluse le stesse linee aeree, sembrano evidenziare che qualcosa non funziona più nei rapporti commerciali.
Per capire qualcosa di più di questa fase ad alta tensione abbiamo sentito al telefono Franco Gattinoni, presidente Fto e patron del gruppo turistico milanese.
Da tempo il presidente evidenzia il malcontento serpeggiante nei confronti dei vettori, con low cost in prima fila e aerolinee tradizionali a ruota “anche se qualcuno che riconosce il ruolo della distribuzione esiste ancora”.
Presidente cosa sta succedendo? La fuel surcharge è arrivata come previsto. Alzare le tariffe era inevitabile?
Ormai questo settore è terra di nessuno. A volte si capisce ben poco. Dobbiamo metterci in testa che servono nuove regole per tenere in piedi il rapporto tra operatori-agenzie da una parte e compagnie aeree dall'altra. Due cose devono essere dette in modo netto: gli aumenti dei vettori in alcuni casi sono importanti e poi i biglietti emessi non possono subire adeguamento fuel surcharge.
Però con Volotea sta succedendo qualcosa di simile. Adeguamento con punta massima di 14 euro. Tutto normale?
Normale niente affatto però non conosco bene questa situazione e voglio informarmi su Volotea prima di dare una posizione ufficiale.
Facciamo un quadro della situazione lato voli e aumenti?
Il business travel ha risentito da subito delle tensioni geopolitiche e il calo si sente, mentre lato leisure inizia ora a farsi pesante. I primi mesi del ‘26 viaggiavano bene, ora con il conflitto del Golfo le prenotazioni nelle agenzie sono in calo del 40% circa. Per quanto riguardo le compagnie aeree cosa posso aggiungere... molti vettori tradizionali (non tutti) seguono il modello low cost e con la distribuzione tengono un po’ le distanze.
Prima o poi farete un tavolo di confronto? Possibilità di ricucire?
Mah... Magari con regole nuove. Ripartiamo da zero e proviamo a costruire rapporti nuovi, ma la filosofia low cost si è impossessata anche dei vettori tradizionali. E poi manca programmazione.
Si riferisce al solito apri e chiudi di alcune linee aeree?
Mi pare un business speculativo che non lavora sulla programmazione. Le crisi degli anni passati, periodo Covid, non ci hanno insegnato niente. Le rotte devono avere un piano di sostenibilità finanziaria e invece assistiamo ad aperture di rotte per 3-4 mesi poi, esauriti aiuti e finanziamenti, il gioco finisce.
Forse servono politiche del trasporto aereo governative?
I governi dei vari paesi non fanno il loro mestiere e quindi non abbiamo politiche di sviluppo. Va bene libero mercato, ma ora è tutto selvaggio, senza regole. La biglietteria aerea è diventata terra di nessuno e quindi con la fuel surcharge qualcuno esagera. Lo vediamo ormai tutti i giorni.